Dizionario degli Storici Meridionali

a cura di Antonio D'Andria e Antonio Cecere

IL PROGETTO

Compito di questo Dizionario degli Storici Meridionali è quello di offrire a studiosi ed appassionati un Dizionario biografico on line dedicato alla produzione di storie nel Mezzogiorno d’Italia dal Rinascimento alla prima metà del Novecento. Il Dizionario ha l’obiettivo di cogliere gli elementi di specificità dei dibattiti meridionali inerenti allo studio della storia, locale e generale in una produzione così fiorente come quella degli storici del Mezzogiorno, evidente espressione di una società in cui la scrittura era mezzo principale della veicolazione dei dibattiti.

In effetti, risulta spesso difficile e contraddittorio trovare notizie su autori e testi di difficile reperibilità. La storiografia meridionale propose, nell’arco dei secoli XVI-XIX, un legame quasi viscerale tra la storia generale e/o locale e l’attenzione alle antichità di ogni comunità. Si creava, sia pure a livello di ceti medio-alti e spesso in netta dicotomia con la religiosità popolare, un vero e proprio serbatoio di tradizioni, di racconti semi-archetipici che rendevano un duplice servizio alla comunità.
Gli storici meridionali della modernità, infatti, fossero eruditi, uomini di scienza o illustri cittadini interessati alla storia per proseguire nel dibattito letterario il loro impegno civico, scrivevano della loro città certamente partendo ab urbe condita, ma in realtà anche trattando del passato più remoto avevano intenzione di adattarlo alla realtà storica che li circondava. Ogni storico cercava di creare un’identità cittadina che non si fossilizzasse e stabilisse in maniera definita e decisa, quindi adatta solo ad un luogo e ad un’epoca, ma preferiva mantenere contorni morbidi e sfumati, per potersi adattare facilmente alla situazione se fosse cambiato il contesto storico e fossero cambiati i termini del rapporto con il potere centrale.

Qualsiasi determinazione si volesse portare avanti, qualsiasi forma di autorappresentazione che si volesse dare alla città, all’evento storico “illustre” o meno avrebbe dovuto essere un messaggio politico facilmente decifrabile, ma, al tempo stesso, il racconto della storia doveva avere una qualche speranza di lunga durata, in modo da non poter offrire il fianco alle possibili strumentalizzazioni che sarebbero state tentate da città e gruppi politici concorrenti, ansiosi anch’essi di ritagliarsi un proprio spazio all’interno della vasta rete politico-istituzionale e socio-economica dell’epoca in cui l’opera veniva pubblicata.

Con il “lungo Ottocento” la cose cambiarono: dall’attenzione per le antichità storico-mitologiche si passò alla ricostruzione “diplomatica” ed alla pubblicazione di opere di impianto più vasto e dichiaratamente scientifico, con storie regionali e ricostruzioni basate su documenti d’archivio, che contribuirono anch’esse, in modo diverso, a costruire una nuova identità in seno a contesti politici più organici ed ampi e, dal secondo Ottocento, al nuovo Stato Unitario.

INVIO DELLE VOCI

I contributi proposti per la pubblicazione vanno inviati all’indirizzo: moc.liamg|57airdnad.oinotna#moc.liamg|57airdnad.oinotna.

SUGGERIMENTI AGLI AUTORI

La lunghezza di ciascuna voce del Dizionario è tra tra 1 e 5 cartelle.
Si consiglia di seguire la seguente struttura:

  • Cenni biografici
  • Opere e loro struttura
  • Impatto nel contesto meridionale ed eredità intellettuale
  • Bibliografia

Per le citazioni bibliografiche, fare riferimento alle Norme redazionali di "Storia della Campania".

COME CITARE

Per citare il Dizionario degli Storici Meridionali, tenendo conto della sua specificità all'interno di "Storia della Campania", occorre attenersi alle seguenti indicazioni (le indicazioni relative a Editore, luogo di edizione e anno di prima pubblicazione della voce si possono omettere se si reputa opportuno citare in forma semplificata):

Autore, Titolo della voce, in Dizionario degli Storici Meridionali – Storia della Campania. Risorse in rete per la storia del territorio e del patrimonio culturale, [Edizioni CLORI, Firenze anno di prima pubblicazione della voce,] link, data di consultazione.

Ad esempio, poniamo il caso che si voglia citare la voce su Giustino Fortunato e che la si sia consultata in data 19 settembre 2020. La citazione dovrà effettuarsi come segue:

Antonio Cecere, Fortunato, Giustino, in Dizionario degli Storici Meridionali – Storia della Campania. Risorse in rete per la storia del territorio e del patrimonio culturale, [Edizioni CLORI, Firenze 2020,] <http://www.storiadellacampania.it/dsm:fortunato-giustino>, URL consultato il 19 settembre 2020.

NOTA BENE

Il Dizionario degli Storici Meridionali condivide l'ISBN di "Storia della Campania" (978-8894241686), ma dispone di un codice DOI a sé stante (10.5281/zenodo.4039809). Partecipa inoltre al progetto della collana digitale La “Ruota dei libri”: corpora, repertori e dizionari online. Le voci, laddove vi sia un'attinenza tematica, sono pubblicate anche nel Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo, principale componente del progetto Ereticopedia.

INDICE DELLE VOCI

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Hinc felix illa Campania est, ab hoc sinu incipiunt vitiferi colles et temulentia nobilis suco per omnis terras incluto, atque (ut vetere dixere) summum Liberi Patris cum Cerere certamen. Hinc Setini et Caecubi protenduntur agri. His iunguntur Falerni, Caleni. Dein consurgunt Massici, Gaurani, Surrentinique montes. Ibi Leburini campi sternuntur et in delicias alicae politur messis. Haec litora fontibus calidis rigantur, praeterque cetera in toto mari conchylio et pisce nobili adnotantur. Nusquam generosior oleae liquor est, hoc quoque certamen humanae voluptatis. Tenuere Osci, Graeci, Umbri, Tusci, Campani.
[Plinius Sen., "Nat. Hist." III, 60]

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Dizionario degli storici meridionali
Storia della Campania. Risorse in rete per la storia del territorio e del patrimonio culturale
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241686 | DOI 10.5281/zenodo.4039809

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