Come citare

Istruzioni per citare i contributi pubblicati in "Storia della Campania"

Istruzioni generali

"Storia della Campania. Risorse in rete per la storia del territorio e del patrimonio culturale", edita dalle Edizioni CLORI (Firenze), è dotata di codice ISBN (International Standard Book Number), "numero che identifica a livello internazionale in modo univoco e duraturo un titolo o una edizione di un titolo di un determinato editore" e che "oltre a identificare il libro, si attribuisce a tutti quei prodotti creati per essere utilizzati come libro" (cfr. http://www.isbn.it), e dispone altresì di codice DOI (Digital Object Identifier).

Il codice ISBN attribuito a "Storia della Campania" è 978-8894241686; mentre il codice DOI è 10.5281/zenodo.3408416.

Tutti i contenuti pubblicati su "Storia della Campania" sono progressivamente riversati e depositati su Zenodo, archivio internazionale open access per le pubblicazioni e i dati dei ricercatori di tutte le aree disciplinari, gestito dal CERN di Ginevra e da OpenAIRE (la relativa pagina è aggiornata periodicamente: per consultarla cliccare QUI).

Dato che le pagine possono essere continuamente aggiornate, quando si cita un contributo (saggio, edizione di fonti, recensione etc.) pubblicato su "Storia della Campania" è necessario citare almeno la data di consultazione. Si può inoltre citare l'anno di prima pubblicazione del contributo/della pagina di interesse, sempre riportato su questo sito, insieme al nome dell'autore, al termine di ogni contributo (l'indicazione è riconoscibile dall'impiego del formato teletype). Non è necessario riportare nella citazione la sezione di "Storia della Campania" nella quale il contributo citato è collocato.

Per esempio, mettiamo che si voglia citare la pagina "Le relazioni ad limina dei vescovi della Diocesi di Alife", a cura di Armando Pepe, creata nel 2019 e che è stata consultata in data 15 settembre 2019. La citazione potrà effettuarsi come segue:

  • Armando Pepe (a cura di), Le relazioni ad limina dei vescovi della Diocesi di Alife, in Storia della Campania. Risorse in rete per la storia del territorio e del patrimonio culturale, Edizioni CLORI, Firenze 2019, <http://www.storiadellacampania.it/relazioni-ad-limina-alife> [URL consultato il 15 settembre 2019]

Altrimenti, in forma semplificata:

Altro esempio di citazione, in forma completa o semplificata, di un contributo pubblicato su "Storia della Campania":

  • Angelantonio Marcello, L’assistenza sociosanitaria in Campania durante l’età napoleonica, in Storia della Campania. Risorse in rete per la storia del territorio e del patrimonio culturale, Edizioni CLORI, Firenze 2020, <http://www.storiadellacampania.it/relazioni-ad-limina-alife> [URL consultato il 13 maggio 2020]

Oppure:

Come citare il "Dizionario storico delle scienze naturali a Napoli dal Rinascimento all’Illuminismo"

Per visualizzare le istruzioni specifiche cliccare QUI.

Come citare il "Dizionario biografico dei legionari fiumani provenienti dalla Campania"

Per visualizzare le istruzioni specifiche cliccare QUI.

Generare il PDF di un contributo pubblicato in "Storia della Campania"

Per generare il PDF di un contributo (edizione di fonte, saggio, nota o recensione etc.) pubblicato nel presente portale si consiglia di utilizzare l'apposita funzione "Print" nella sidebar a destra (funzione particolarmente user friendly). Si possono quindi eventualmente personalizzare dimensioni e tipo di carattere, occorre successivamente cliccare su "PRINT THE PAGE" e infine utilizzare l'opzione "Salva come PDF".

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Hinc felix illa Campania est, ab hoc sinu incipiunt vitiferi colles et temulentia nobilis suco per omnis terras incluto, atque (ut vetere dixere) summum Liberi Patris cum Cerere certamen. Hinc Setini et Caecubi protenduntur agri. His iunguntur Falerni, Caleni. Dein consurgunt Massici, Gaurani, Surrentinique montes. Ibi Leburini campi sternuntur et in delicias alicae politur messis. Haec litora fontibus calidis rigantur, praeterque cetera in toto mari conchylio et pisce nobili adnotantur. Nusquam generosior oleae liquor est, hoc quoque certamen humanae voluptatis. Tenuere Osci, Graeci, Umbri, Tusci, Campani.
[Plinius Sen., "Nat. Hist." III, 60]

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Storia della Campania. Risorse in rete per la storia del territorio e del patrimonio culturale
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241686 | DOI 10.5281/zenodo.3408416

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