Pacichelli, Giovanni Battista

Dizionario degli storici meridionali

Giovanni Battista Pacichelli (Roma, 1641 – Roma, 1695) è stato un ecclesiastico, diplomatico e storiografo.

Nato a Roma da famiglia originaria di Pistoia, si laureò in Teologia nella città natale e a Pisa conseguì la laurea in diritto. Nominato prima Protonotario Apostolico, nel 1672 Clemente X lo designò Auditore della Nunziatura di Colonia. Questo incaricò gli permise di intraprendere numerosi viaggi per l’Europa, intrattenendo rapporti culturali con varie personalità, quali Nicolaas Heinsius, figlio del celebre filologo Daniel ed entrare nella Royal Academy di Londra. Sono di questi anni opere quali Chiroliturgia, sive de varia manus admistratione (Colonia, 1673) e le Diatribe de pede (ivi, 1675).
Rientrato a Roma nel 1677, fu chiamato a Parma come Consigliere del duca Ranuccio II Farnese, per conto del quale, nel 1679, si recò a Napoli, dove compose e pubblicò quattro volumi di Memorie de’ viaggi per l’Europa cristiana (1685) e vi risiedette fino al 1692. In quell’anno, ritiratosi dall’incarico per i Farnese, tornò a Roma, dedicandosi alla stesura di opere minori e alla pubblicazione di Lettera familiari, istoriche, ed erudite e morendovi nel 1695, mentre stava curando la pubblicazione del Regno di Napoli in prospettiva.

Frutto dei viaggi dell’autore, l’opera uscì, dunque, postuma; infatti, «mentr’egli girava pel nostro Regno, raccolse le più mirabili memorie di ciascheduna città, e terra principale, co’ prospetti delle medesime, e co’ piani topografici delle provincie […] e l’opera cominciò a manipolarsi nel principio del 1695. Ma essendo avvenuta la morte dell’autore, restò incagliata per lo spazio di otto anni»1.

L’opera è divisa in 3 volumi, il primo dei quali si apre con una descrizione generale del Regno (pp. 1-35), seguita da quella di Napoli (pp. 37-73), di Terra di Lavoro (pp. 74-167), Principato Citra (pp. 168-218), Principato Ultra (pp. 219-263), Basilicata (pp. 264-302).
Nel secondo volume, sono comprese le descrizioni di Calabria Citra (pp. 3-67), Calabria Ultra (pp. 68-149), Terra d’Otranto (pp. 150-197), Terra di Bari (pp. 198-232).
Infine, il terzo e ultimo tomo comprende l’Abruzzo Citra (pp. 1-40) e Ultra (pp. 41-78), Contado di Molise (pp. 79-131), una cronotassi dei vescovi nati nel Regno (pp. 132-137), un elenco delle dominazioni (pp. 137-174) e dei sette Uffici del Regno (pp. 174-185), nonché delle Prammatiche in vigore (pp. 186-238). Completamento fondamentale delle descrizioni sono le incisioni dell’artista Francesco Cassiano de Silva, ricavate da raffigurazioni precedenti o da schizzi presi al seguito di Pacichelli.

Il Regno di Napoli in prospettiva, diviso in dodici provincie (pubblicato da Parrino e Muzio nel 1703) divenne una fonte ricca di informazioni per la successiva erudizione settecentesca. In effetti, l’opera di Pacichelli si poneva non tanto nel solco delle descrizioni seicentesche, ridotte, nel corso del Seicento, a puri manuali popolari, quanto, piuttosto, li superava in uno sforzo di osservazione più diretta, meno mediata dall’erudizione e dal principio di autorità che aveva minato le consimili opere di Enrico Bacco e di Ottavio Beltrano. L'autore ricorda, per ogni provincia e ogni città, i caratteri fisici del territorio, una breve storia, il patrimonio culturale e le tradizioni popolari, il profilo demografico e sociale, le forme di coltivazione del suolo, le specificità climatiche legate ai caratteri economici. Particolare attenzione viene riservata anche alle particolarità architettoniche, sacre e profane.

In effetti, il Regno di Napoli in prospettiva superava l’impostazione manualistica, quasi da almanacco ‘corografico’, basata su schemi ripetitivi, ma andava ad esaminare in modo capillare, con l’ausilio della rappresentazione cartografica, il quadro politico-istituzionale delle province, facendo altresì perno non solo sul canonico schema politico-istituzionale, ma anche sulle potenzialità economiche del territorio e sulle peculiarità geografiche dei singoli centri.

Bibliografia

  • Annastella Carrino, Pacichelli, Giovanni Battista, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2014, vol. 80.

ARTICLE WRITTEN BY ANTONIO CECERE | ERETICOPEDIA.ORG & STORIADELLACAMPANIA.IT © 2020

Hinc felix illa Campania est, ab hoc sinu incipiunt vitiferi colles et temulentia nobilis suco per omnis terras incluto, atque (ut vetere dixere) summum Liberi Patris cum Cerere certamen. Hinc Setini et Caecubi protenduntur agri. His iunguntur Falerni, Caleni. Dein consurgunt Massici, Gaurani, Surrentinique montes. Ibi Leburini campi sternuntur et in delicias alicae politur messis. Haec litora fontibus calidis rigantur, praeterque cetera in toto mari conchylio et pisce nobili adnotantur. Nusquam generosior oleae liquor est, hoc quoque certamen humanae voluptatis. Tenuere Osci, Graeci, Umbri, Tusci, Campani.
[Plinius Sen., "Nat. Hist." III, 60]

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Storia della Campania. Risorse in rete per la storia del territorio e del patrimonio culturale
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