Sangiovanni, Giosuè

Dizionario storico delle scienze naturali a Napoli dal Rinascimento all’Illuminismo


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Giosuè Sangiovanni (Laurino, 15 gennaio 1775 - Pozzuoli, 17 maggio 1849), medico, zoologo, è stato titolare della prima cattedra di Anatomia comparata istituita in Italia. Patriota, prese parte alla Rivoluzione napoletana del 1799 e successivamente ai moti del 1820-21 e del 1848.

Cenni biografici

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Giosuè Sangiovanni nasce a Laurino (Salerno) il 15 gennaio 1775 dal medico Pasquale e da Agnese Casalburi. Rimasto orfano di padre all’età di sei anni, viene avviato agli studi di “belle lettere” dallo zio paterno Baldassare, anch’egli medico, che nel 1794 lo conduce a Napoli per studiare medicina all’Università e presso l’Ospedale degli Incurabili. Segue i corsi di storia naturale e medicina con Domenico Cirillo, Vincenzo Petagna, Nicola Andria, Antonio Sementini e Nicola Cotugno; arricchisce inoltre la sua formazione frequentando i corsi di matematica di Nicola Fergola e di Giuseppe Saverio Poli.
Convinto sostenitore dei valori democratici, Sangiovanni partecipa attivamente alla Rivoluzione Napoletana del 1799 prestando servizio come medico; alla restaurazione borbonica, viene imprigionato nelle carceri dei Granili alla Darsena e poi costretto all’esilio in Francia nel giugno del 1800. Sbarca a Marsiglia nel mese seguente e arriva a Parigi in misere condizioni dopo un lungo viaggio di ventinove giorni fatto per lo più a piedi.
Affascinato dalla vivacità culturale della città, riprende a studiare, nonostante le difficoltà economiche, seguendo corsi di medicina, chimica, astronomia e scienze naturali con i più celebri professori al Muséum d’Histoire Naturelle.
Tuttavia, con l’editto del 1801 seguito all’attentato a Napoleone del dicembre dell’anno precedente, viene espulso e costretto partire insieme ad altri esuli napoletani. Arrivato a Milano, lo raggiunge un analogo provvedimento di espulsione ma, invece di andare a Napoli, Sangiovanni mediante espedienti e con documenti falsi, con il nome di Saint-Jean, riesce a scappare e ritornare a Parigi, città che esercita su lui forte attrazione.
Riprende così con rinnovato vigore i suoi studi seguendo i corsi dei più importanti studiosi del periodo, come George Cuvier e Jean-Baptiste Lamarck, esercitando anche la professione di medico.
Con la costituzione del Regno napoleonico nel meridione d’Italia nel 1806, un decreto di Giuseppe Bonaparte lo richiama a Napoli in qualità di professore di Zoologia degli invertebrati all’Università, una cattedra che l’anno seguente viene modificata, su richiesta dello stesso Sangiovanni, in quella di Anatomia comparata, la prima cattedra di questa disciplina istituita in Italia.
Il nostro naturalista è così costretto a partire suo malgrado da Parigi e ritornare con “estremo dolore” nell’”infame patria” (Diario, p. 253), a cui erano legati ricordi dolorosi. Una volta stabilitosi a Napoli, lascerà l’insegnamento per motivi di salute, così come rifiuterà nel 1812 la cattedra unificata di Zoologia, preferendo l’impiego nella pubblica amministrazione.
In seguito alla morte di Luigi Petagna gli viene affidata la direzione del Museo zoologico con decreto di Ferdinando II del 9 luglio 1832, “col soldo annesso di 40 ducati al mese” (Archivio di stato, MPI, fasc. 708): un incarico a cui il nostro naturalista si dedica con grande impegno e dedizione. Dal 1845 si stabilisce giorno e notte nel Museo per accelerare i tempi del riordino soprattutto in vista del VII Congresso degli scienziati italiani, ma lamentando in seguito “grave e permanente danno alla mia salute” (Archivio di stato, MPI, fasc. 284, II). Il troppo lavoro e l’eccessiva respirazione dell’arsenico utilizzato per la concia degli animali compromettono gravemente il suo stato fisico.
Muore a Pozzuoli il 17 maggio 1849.

Contributo alle scienze naturali in Napoli

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Coinvolto nel turbine degli eventi rivoluzionari del 1799, Sangiovanni trasforma la drammatica condanna all’esilio in un’opportunità per perfezionare i suoi studi e la sua preparazione a Parigi accanto ai più celebri naturalisti del periodo. Allievo assiduo e zelante, segue i corsi, tra gli altri, di Bernard G. de Lacépède, George Cuvier, Geoffroy Saint-Hilaire e Jean-Baptiste Lamarck; frequenta laboratori e musei, entrando in familiarità con molti professori che ne apprezzeranno le doti. Attratto prevalentemente dalla zoologia, rimane in particolar modo affascinato da Lamarck, che chiamerà con affetto “mio padre e maestro” (Diario, p. 253).
Nel 1806 viene sollecitato a ritornare in patria per insegnare Zoologia degli insetti, vermi e animali microscopici: comincia così uno scambio epistolare con il ministro dell’interno André-François Miot perché Sangiovanni riteneva più opportuno utilizzare la dicitura di animali invertebrati (come stabilito da Lamarck). Considerava inoltre più adatta per lui la nomina a professore di Anatomia comparata (“professeur d’anatomie comparée et des animaux sans vertrébres”), rivendicando con orgoglio di essere allievo di Cuvier e di seguire le sue orme considerando l’anatomia comparata “science aussi essentielle pour les progrés de l’histoire naturelle, qu’inconnu dans ma patrie” (Archivio di Stato di Napoli, MI, II inv., fasc. 5101). Viene così istituita la prima cattedra di Anatomia comparata in Italia.
Le pubblicazioni di Sangiovanni sono in numero esiguo ma molto accurate; di maggior consistenza è il materiale manoscritto che ha lasciato. Secondo De Luca (p. 190), “le continue agitazioni della sua vita e le malattie continue alle quali andò soggetto non gli diedero né tempo né agio” di completare e pubblicare i suoi studi e le sue riflessioni, ispirate in larga misura da Lamarck.
Tra le ricerche svolte, merita di essere ricordata quella sulla rigenerazione dei Lombrichi; i numerosi esperimenti condotti a Ischia, annotati con cura nei manoscritti, vengono comunicati all’Accademia delle Scienze di Napoli nel 1814. Questi esperimenti conoscono inoltre ampia circolazione e ricevono un notevole riconoscimento dalla comunità scientifica internazionale, vengono riportati in prestigiose riviste scientifiche e menzionati anche dopo la morte dell’autore.
A Ischia Sangiovanni si dedica anche all’analisi delle acque con particolare interesse per le proprietà curative, allargando l’indagine ad altri siti termali del Regno; anche in questo caso non verrà realizzata alcuna pubblicazione.
Di particolare rilievo sono le ricerche sul sistema cromoforo dei cefalopodi, le prime sull’argomento e che avranno larga eco anche all’estero. Come spiega Sangiovanni, si tratta di un organo formato da piccoli globuli colorati di grandezza e intensità variabile, utilizzato dai cefalopodi come sistema di difesa. La Memoria letta all’Accademia delle Scienze di Napoli il 1 luglio 1819 viene pubblicata nel Giornale Enciclopedico di Napoli nel 1819 e ne viene data comunicazione anche negli Annales des Sciences naturelles (1829), portandola all’attenzione della comunità scientifica internazionale.
Nella veste di direttore del Museo di Zoologia dell’Università di Napoli dal 1832, Sangiovanni si adopera per accrescere e ordinare gli esemplari, che inizialmente comprendevano anche le raccolte di conchiglie, vermi e insetti che aveva portato dal Muséum d’Histoire Naturelle di Parigi. Si può dire che il museo vero e proprio nasce con lui, con un notevole ampliamento delle collezioni e una adeguata organizzazione. Difatti, è grande l’impegno del nostro naturalista per arricchire il materiale attraverso numerosi acquisti sia in Italia che all’estero, in particolare da Parigi e Francoforte (Archivio di Stato, MPI, fasc. 284, II). A Napoli acquista una collezione di rettili e anfibi dallo zoologo Oronzio Gabriele Costa, di molluschi da Stefano Delle Chiaie e conchiglie “indigene ed esotiche” dal mineralista Arcangelo Scacchi. La sistemazione delle collezioni viene fatta da Sangiovanni seguendo i principi evoluzionistici di Lamarck, collocando gli esemplari più semplici (o primitivi) prima di quelli più complessi; su ispirazione di Cuvier, dispone vicino gli animali con lo stesso piano di organizzazione.
Resosi conto che il materiale era costretto in locali angusti che ne rendevano difficoltosa la sistemazione e la cura, Sangiovanni si adopera a lungo per ottenere una nuova e più adeguata sede per il Museo. Il nostro naturalista, ispirandosi al modello del Muséum parigino dove aveva trascorso tanti anni e dove si era formato, ha certo in mente una struttura più moderna e in grado di competere con quelle europee.
Dopo diversi anni di richieste e pressioni, finalmente nel 1842 viene deliberata la costruzione di una sede più adatta e più grande, che è ancora oggi sede del Museo, dominata all’interno da una grande sala, il Salone Maggiore. Sangiovanni seguirà i lavori facendo in modo che si potesse inaugurare in occasione del VII Congresso degli scienziati Italiani a Napoli nell’autunno del 1845.

Impatto nel contesto europeo ed eredità intellettuale

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Sangiovanni è uno studioso cosmopolita; si trova a suo agio in un contesto internazionale come quello di Parigi e quando ritorna a Napoli, seppur a malincuore, porta con sé il ricco bagaglio di conoscenze acquisite all’estero. Rimarrà sempre in contatto con gli studiosi francesi mantenendosi aggiornato sulla loro produzione scientifica.
Durante il lungo periodo trascorso a Parigi, Sangiovanni conquista la stima di celebri naturalisti, come Cuvier e Lamarck, che non mancano di tesserne gli elogi, come mostrato da lettere e documenti conservati presso la Biblioteca di Zoologia dell’Università di Napoli.
Affascinato dalla teoria trasformista di Lamarck, ne diventa suo sostenitore. Egli, come altri studiosi meridionali del periodo, mostra i forti legami tra la zoologia a Napoli e la comunità scientifica francese, ma soprattutto attesta la presenza e la circolazione del lamarckismo nell’area partenopea. Potrebbe inoltre essere ascritta a lui la recensione anonima a carattere elogiativo della Philosophie zoologique di Lamarck, apparsa nel Giornale enciclopedico di Napoli nel 1809 (Corsi, p. 57)
Le sue ricerche, anche quelle rimaste manoscritte, conoscono ampia circolazione e apprezzamento da parte della comunità internazionale. I suoi esperimenti sui lombrichi, ad esempio, vengono riportati nelle pagine di riviste specializzate internazionali, come l’Edinburgh Philosophical Journal.
Gli studi condotti da Sangiovanni verranno ricordati a lungo, anche dopo la sua morte e paragonati a quelli svolti da Charles Bonnet, Antonio Vallisneri e Lazzaro Spallanzani.

Bibliografia

Opere di Giosuè Sangiovanni

  • Nota sull’Acrydium migratorium. Delle cavallette volgarmente dette bruchi, in Monitore delle Due Sicilie, 27 luglio 1811, 152, p. 3
  • Descrizione di un sistema particolare di organi scoperto nei molluschi cefalopodi e dei fenomeni che ne sono il seguito, in «Giornale enciclopedico di Napoli», 1819, t. 9, pp. 1-13
  • Descrizione di un particolare sistema di organi, e de’ fenomeni ch’esso produce: scoperto ne’ molluschi cefalopodi, in «Biblioteca analitica», vol. 1, IV serie, 1823, p. 67
  • Description d’un système particulier d’organes appartenant aux Mollusques céphalopodes, in «Annales des sciences naturelles», 1829, XVI, pp. 308-315
  • Des divers ordres de coleurs des globules cromophores chez plusieurs Mollusques céphalopodes; Description de quelques espéces nouvelles, et particulieèrment de l’Argonaute, in «Annales des sciences naturelles», 1829, XVI, pp. 315-330
  • Giosuè Sangiovanni, Diari (1800-1808), a cura di V. Martucci, in I quaderni del Lab, ISPF, CNR, 2014
  • Compte-rendue de Philosophie zoologique, Philosophie Zoologique, ou Esposition ec., Filosofia Zoologica, in «Giornale enciclopedico di Napoli», 1809 (recensione anonima all’opera di Lamarck)

Studi

  • Archivio di Stato di Napoli, Ministero della Pubblica Istruzione (MPI), fasc. 284, fasc. 708; Ministro dell’Interno (MI), II inv. fasc. 5101
  • Manoscritti Biblioteca di Zoologia dell’Università Federico II di Napoli
  • Anonimo, Elogio di Giosuè Sangiovanni, in Atti della Reale Accademia delle Scienze, Sez. della Società Reale Borbonica, vol. VI, Stamperia Reale, 1851, pp. LXXXIV- LXXXVII
  • Cenno necrologico per Giosuè Sangiovanni, in Rendiconto delle adunanze e de’ lavori dell’Accademia Napoletana delle Scienze, sez. Reale Società Borbonica, tomo VIII, Gabinetto bibliografico e tipografico, Napoli, 1849, pp. 113-114
  • Pietro Corsi, Lamarck en Italie, in «Revue d’Histoire des sciences», XXXVII, 1984, 1, pp. 47-64
  • Fabio D’Angelo, Dal Regno di Napoli alla Francia. Viaggi ed esilio tra Sette e Ottocento, Dante e Descartes, Napoli, 2018
  • Rossella De Ceglie, “Recueil des pensées”. Idee sul trasformismo a Napoli nel primo Ottocento, in «Bollettino del centro di Studi Vichiani», vol. XXXVIII, 2/2008, Le scienze della vita nel Settecento meridionale (1732-1806), Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2008
  • Ferdinando De Luca, Giosuè Sangiovanni, in Rendiconto delle adunanze e de’ lavori dell’Accademia Napoletana delle Scienze, sez. Reale Società Borbonica, tomo VIII, Gabinetto bibliografico e tipografico, Napoli, 1849, pp. 187-191
  • Pietro Omodeo, Documenti per la storia delle Scienze naturali al principio del XIX secolo, 1) La vita e le opere di Giosuè Sangiovanni 2) manoscritti lamarckiani, in «Bollettino di zoologia», 1949, XVI, 4-5-6, pp. 107-117; 131-137

ARTICLE WRITTEN BY ROSSELLA DE CEGLIE | STORIADELLACAMPANIA.IT © 2024

Hinc felix illa Campania est, ab hoc sinu incipiunt vitiferi colles et temulentia nobilis suco per omnis terras incluto, atque (ut vetere dixere) summum Liberi Patris cum Cerere certamen. Hinc Setini et Caecubi protenduntur agri. His iunguntur Falerni, Caleni. Dein consurgunt Massici, Gaurani, Surrentinique montes. Ibi Leburini campi sternuntur et in delicias alicae politur messis. Haec litora fontibus calidis rigantur, praeterque cetera in toto mari conchylio et pisce nobili adnotantur. Nusquam generosior oleae liquor est, hoc quoque certamen humanae voluptatis. Tenuere Osci, Graeci, Umbri, Tusci, Campani.
[Plinius Sen., "Nat. Hist." III, 60]

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