Cimmino, Carmine

Carmine Cimmino (Capodrise, 25 maggio 1934 – Capodrise, 17 novembre 1994) è stato uno storico, docente e politico casertano, specialista della storia dellOttocento in Terra di Lavoro.

Nel corso degli anni Settanta, sulla scia del fenomeno culturale rappresentato dalla microstoria, anche nelle piccole province si avvertì sempre di più l’esigenza di indagare i fenomeni storici peculiari delle proprie comunità e dei propri territori, coniugando tale interesse con un approccio metodologico rigoroso e scevro da ogni mera forma di campanilismo.
Una simile tendenza è rilevabile anche nel territorio di Caserta, dove un nucleo di studiosi dalla diversa formazione iniziò ad analizzare la storia della vasta provincia di Terra di Lavoro, frequentando con costanza l’Archivio di Stato di Caserta e l’Archivio del Museo provinciale Campano di Capua. Leader di questo gruppo di studiosi fu indubbiamente Carmine Cimmino che, oltre a condurre ricerche pionieristiche, seppe ben coordinare gli sforzi dei diversi ricercatori e fu un instancabile promotore culturale.

Carmine Cimmino nacque il 25 maggio 1934 a Capodrise da Antonio, docente, e Francesca Moriello, particolarmente attiva all’indomani della seconda guerra mondiale tra le file della sinistra casertana. Iscrittosi alla facoltà di lettere, ad indirizzo classico, Cimmino si laureò con Ernesto Pontieri e, subito dopo, iniziò la sua carriera di docente nelle scuole superiori, pur continuando a coltivare con zelo ed abnegazione la ricerca storica.
Due furono le passioni che segnarono la sua vita: la storia e la politica. Lungi dal considerarle separatamente, lo storico di Capodrise riteneva storia e politica elementi inestricabili ed attribuiva alla prima una peculiare valenza civile. Non stupisce, dunque, che Cimmino abbia condotto ricerche storiche rigorose e, allo stesso tempo, abbia partecipato attivamente alla vita politica del suo comune, dove ricoprì la carica di consigliere e di assessore ai lavori pubblici.
Cimmino si spense prematuramente nel 1994 e, nonostante i numerosi lavori dati alle stampe, diverse furono le ricerche rimaste in fieri o in attesa di pubblicazione, tutte conservate dalla moglie, la professoressa Virginia Rosano1.
Analizzando le opere di Cimmino, risulta difficile circoscrivere i suoi vasti interessi che si estesero lungo tutto l’arco dell’epoca contemporanea. Possiamo, tuttavia, rilevare tre macro filoni che ritornano con costanza nella sua attività di ricerca: la questione sociale, la questione democratica e la questione culturale.
Per quanto concerne il primo punto enunciato, Cimmino si mostrò sempre particolarmente attento nello scandagliare le condizioni delle classi più umili, indagandone i contratti di lavoro, l’alimentazione, la salute e molteplici altri aspetti della loro esistenza.
Di pari passo con la questione sociale, probabilmente anche come conseguenza della sua formazione politica, Cimmino volle indagare la “galassia” democratica di Terra di Lavoro, ricostruendo le diverse anime che la segnarono, l’azione condotta nel territorio provinciale all’indomani dell’unità e gli uomini che ne fecero parte. Sintesi di questo lavoro è “Democrazia e socialismo in Terra di Lavoro”2, saggio dato alle stampe nel 1974 ed ancora oggi punto di riferimento nella storiografia politica riguardante Terra di Lavoro3.
Infine, come detto, gli interessi di ricerca di Cimmino si focalizzarono anche sulle dinamiche culturali peculiari del territorio provinciale e, in tal senso, lo storico di Capodrise si dedicò alla stesura di profili biografici di alcune personalità di primo piano della vita culturale casertana, come Elpidio Jenco e Francesco De Martino, e redasse un catalogo dettagliato della stampa periodica pubblicata in provincia all’indomani del 18614.
Per quanto concerne il suo modo di “fare” storia, spicca la costante attenzione riservata da Cimmino ai dati statistici che, debitamente interpretati, gli consentivano di definire determinate congiunture e determinate realtà storiche. Testimonianza di questa sua sensibilità è la statistica murattiana che, ritrovata dallo stesso Cimmino, fu da lui pubblicata nelle pagine della “Rivista storica di Terra di Lavoro”5.
Sarebbe errato, tuttavia, circoscrivere l’attività di Carmine Cimmino alla sola ricerca storica; egli, infatti, coniugò la sua attività di studioso con una frenetica, costante ed instancabile azione di promozione culturale, testimoniata dai tanti convegni organizzati, dalle numerose conferenze tenute nelle diverse scuole della provincia e dagli opuscoli che produsse, tutti dal taglio marcatamente divulgativo.
In tal senso, nella vasta e complessa attività culturale di Cimmino, un risultato importante è rappresentato dalla nascita, nel 1974, della suddetta “Rivista storica di Terra di Lavoro” che, nonostante le numerose difficoltà incontrate, rappresentò un luogo di confronto e dibattito storiografico ed ospitò contributi che avviarono un’analisi scientificamente rigorosa della storia locale e delle sue dinamiche caratteristiche. Ben presto la rivista poté anche avvalersi del contributo fornito da alcuni membri del comitato casertano dell’Istituto per la storia del risorgimento italiano che, nato nel 1978, lavorò costantemente con le istituzioni culturali del territorio ed ebbe sempre in Carmine Cimmino un perno.
Concludendo, Carmine Cimmino ha rappresentato una delle principali personalità della vita culturale e storica della nostra provincia nella seconda metà del Novecento. Fu lui, infatti, il primo a coniugare l’interesse per la ricostruzione storica delle vicende del territorio provinciale con l’utilizzo di una metodologia rigorosa; a lui, inoltre, deve essere riconosciuto il merito di aver aperto nuovi filoni di ricerca che, nel corso degli anni successivi, in alcuni casi, sono stati portati avanti da alcuni suoi allievi.
Oltre ad essere uno storico meticoloso, Cimmino fu un instancabile animatore culturale ed organizzò convegni e conferenze, utili per promuovere una discussione sulla vicenda storica di Terra di Lavoro e, allo stesso tempo, tramandare i risultati più significativi di questa discussione alle nuove generazioni.


ARTICLE WRITTEN BY GIOVANNI VALLETTA | STORIADELLACAMPANIA.IT © 2021

Hinc felix illa Campania est, ab hoc sinu incipiunt vitiferi colles et temulentia nobilis suco per omnis terras incluto, atque (ut vetere dixere) summum Liberi Patris cum Cerere certamen. Hinc Setini et Caecubi protenduntur agri. His iunguntur Falerni, Caleni. Dein consurgunt Massici, Gaurani, Surrentinique montes. Ibi Leburini campi sternuntur et in delicias alicae politur messis. Haec litora fontibus calidis rigantur, praeterque cetera in toto mari conchylio et pisce nobili adnotantur. Nusquam generosior oleae liquor est, hoc quoque certamen humanae voluptatis. Tenuere Osci, Graeci, Umbri, Tusci, Campani.
[Plinius Sen., "Nat. Hist." III, 60]

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Dizionario degli storici meridionali
Storia della Campania. Risorse in rete per la storia del territorio e del patrimonio culturale
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