Russo, Domenico

Dizionario biografico dei legionari fiumani provenienti dalla Campania

di Maria Rita Battaglia

Domenico Russo, figlio di Gaspare Russo e Andreina Parto, è originario della bellissima Minori, paradisiaco angolo della costiera amalfitana, in provincia di Salerno; dapprima fabbro e poi venditore ambulante di tessuti con regolare licenza, si distingue tra coloro che servono la causa di Fiume per lodevole zelo e notevoli virtù militari.
Matricola 14169 delle truppe fiumane, leva 1893, è un sottoufficiale, volenteroso, con grande senso di disciplina e forte motivazione, che fa facilmente carriera brillando per doti di coraggio e dedizione nella legione combattenti di Minori.
A Fiume, i ribelli del regio esercito, indipendenti dai soldati regolari di terra e di mare, da “legionari” diventarono “arditi” per iniziativa geniale e anarchica del fondatore, pronti all’azione d’assalto per riscattare la città in modo da spezzare la protratta e logorante stasi di trincea; le forze armate fiumane partecipano alla conquista della città dal destino sospeso italo-slavo; il patto di Londra e la conferenza di Parigi non l’avevano assegnata alla bandiera italiana.
I termini di “legionario” e “duce” portano ad una linea di romano sentire che precede il fascismo, tanto che Mussolini stesso recepisce simboli, parole, fila della società di massa elaborati da D’Annunzio. Il 12 settembre, questi comanda ai suoi legionari di attaccare Fiume per annetterla all’Italia. Si prevede la collaborazione di tutti con tutti e l’adesione alla causa fino a vittoria ottenuta, senza disfattismo o mormorazione e con piena fiducia nella guida. La marcia parte da Ronchi di Monfalcone che diventa Ronchi dei Legionari. Come si distinguono partigiani e patrioti nella resistenza della seconda guerra mondiale, così oggi la critica si distingue la dimensione rivoluzionaria dannunziana rispetto all’evoluzione fascista successiva, oppure la componente dei legionari confluiti nel fascio e quella dei resistenti antifascisti . L’intera città è comunque sia una “fucina dell’immaginario simbolico” che catalizza forze eterogenee di libera ambizione e di grande vivacità. Si parla di estetica militare; per molti l’epopea di Fiume è una festa della liberazione; tutte le ambizioni libertarie si muovono per rompere ogni tipo di guscio o crisalide morale e istituzionale, e vanno verso una modernità di diritto anche costituzionale. Sicuramente occupare Fiume è un affondo nel baluardo dell’eccellenza vecchia maniera dell’Impero Austroungarico, di cui essa è sbocco sul mare. Russo, come sottufficiale, fa propaganda tra gli arditi, istruisce un plotone intero di reclute a titolo volontario, è proposto come sergente maggiore il 15 settembre 1920. Si impegna nel “purificare, sorvegliare, arrestare” chiunque violi il giuramento militare tenendo lontani i disfattisti dalla città; quindi comanda una divisione, per cui diventa maresciallo, attrezza una sezione di lancia-fiamme che non era ancora attiva al reparto e diventa maresciallo capo nell’ottobre del 1920. C’è una azione saliente e carambolesca di recupero mentre il reparto va a Veglia. Russo torna a Fiume, è preso prigioniero dal blocco del generale Cavigli a Martinscizza, ma dopo 12 giorni di prigionia, salva tutto il materiale d’uso bellico del suo gruppo. In sintesi, è promosso maresciallo maggiore il 15 dicembre 1920 con firma del capitano della legione Pier Filippo Castelbarca e di Gabriele D’Annunzio stesso. Russo era già partito volontario per la Libia nel 1919. Anni dopo, all’inizio delle ostilità con l’Abissinia è dichiarato idoneo al servizio coloniale: intende tornare in Africa e provvedere alla famiglia richiamandola presso di sé; le doti di zelo e virtù sono notevoli: è pronto alla nuova sfida in modo puro, tanto da avvalersi solo dei soldi che la licenza di venditore gli ha consentito di guadagnare; non desidera sussidi di stato sulle prime, ma il ritardo nella partenza prosciuga i suoi fondi per cui si vede costretto a chiedere una sovvenzione per riavviare l’attività e recuperare la merce di cui si era disfatto nell’attesa di partire. In Abissinia aveva fatto domanda di arruolamento il giorno 8 settembre 1936, ma poi non se ne era fatto più nulla. Così egli si trova in difficoltà:
“Comandante mio amatissimo, nel ricordo delle belle e trepidanti giornate di Fiume… feci con zelo il mio dovere di ardito, sotto la vostra sapiente guida; in tempo di pace ho fatto altrettanto donando alla patria ben 10 figli”, di cui due bimbe necessitanti di cure, nate nello stesso giorno e ora della principessa Maria Pia di Savoia., come racconta nella sua lettera.
È il momento poi di riavere i preziosi documenti con la firma di Gabriele d’Annunzio; gli originali furono prodotti con una domanda di arruolamento diretta alla contessa Edda Ciano Mussolini, trattenuti a Roma per ragioni burocratiche. Per un momento si mette addirittura drammaticamente in dubbio il fatto stesso che egli sia stato un legionario fiumano. Russo si vede ridotto ad uno dei 16000 a richiedere attestazioni persino all’ufficio centuriazioni. La verifica, quasi infastidita, ma onesta, del capitano Manlio Verde Aldrighetti, è il primo passo per la verità di contro alle dichiarazioni di inesistenza del suo fascicolo, tanto che Russo deve eseguire la spedizione delle ricostruzioni davanti a testimoni autorevoli, producendo numeri di matricola e date precise dei fatti; è risolutivo l’interessamento del Ministro che evita al Russo, “ l’ingiustizia di vedere una parte della sua vita negata” e riapre il fascicolo. Il primo aprile 1940 arriva la certezza documentaria che è stato Legionario fiumano e che ha partecipato in armi alle operazioni del “Natale di sangue”, come D’Annunzio chiamò le giornate dal 24 al 29 dicembre. Il 26 aprile 1940 da Casa della Vittoria, l’Associazione Nazionale Combattenti Federazione del Carnaro, arriva a sigillare una vita eroica con l’attestazione di merito tanto desiderata. Il 14 novembre 1940, il capitano Manlio Verde Aldrighetti consegna al Maresciallo Russo, 10 lire ed il brevetto dell’Associazione Nazionale Combattenti di Fiume con la medaglia della marcia da Ronchi. I documenti recano timbri di burocrazia che sono sigle di pagine avvincenti di una storia eccezionale: il consiglio militare, la legione Piave, la Reggenza italiana del Carnaro, creazione dello stesso Gabriele D’Annunzio; come all’inizio il comandante del XIII reparto di assalto in Fiume considera con stima il Sergente Russo, così nel foglio di congedo dalla permanenza nella milizia fiumana si ricorda che in ogni occasione egli ha servito la causa per “alta pura e disinteressata missione di italianità, a titolo volontario”.

Fonti e bibliografia

  • Gardone Riviera (BS), Archivi del Vittoriale degli Italiani, Archivio Fiumano, serie legionari pratiche non definite, cartella 54/3871 «Russo Domenico».
  • Gardone Riviera (BS), Archivi del Vittoriale degli Italiani, Archivio Fiumano, serie corrispondenze, cartella «Russo Domenico».
  • Domini Silvio (a cura di), Ronchi dei Legionari: guida storico-artistica, Pro Loco, Ronchi dei Legionari 1974.
  • Mimmo Franzinelli, Paolo Cavassini, Fiume: l'ultima impresa di d'Annunzio, Mondolibri, Milano 2011.
  • Giordano Bruno Guerri, Disobbedisco. Cinquecento giorni di rivoluzione, Mondadori, Milano 2019.
  • Claudia Salaris, Alla festa della Rivoluzione. Artisti e libertari con D’Annunzio a Fiume, Il Mulino, Bologna 2002.
  • Enrico Serventi Longhi, Il faro del mondo nuovo. D'Annunzio e i legionari a Fiume fra guerra e rivoluzione, Gaspari, Udine 2019.

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Hinc felix illa Campania est, ab hoc sinu incipiunt vitiferi colles et temulentia nobilis suco per omnis terras incluto, atque (ut vetere dixere) summum Liberi Patris cum Cerere certamen. Hinc Setini et Caecubi protenduntur agri. His iunguntur Falerni, Caleni. Dein consurgunt Massici, Gaurani, Surrentinique montes. Ibi Leburini campi sternuntur et in delicias alicae politur messis. Haec litora fontibus calidis rigantur, praeterque cetera in toto mari conchylio et pisce nobili adnotantur. Nusquam generosior oleae liquor est, hoc quoque certamen humanae voluptatis. Tenuere Osci, Graeci, Umbri, Tusci, Campani.
[Plinius Sen., "Nat. Hist." III, 60]

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Storia della Campania. Risorse in rete per la storia del territorio e del patrimonio culturale
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241686 | DOI 10.5281/zenodo.3901238

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