Le origini del fascismo in Terra di Lavoro. Fonti, I (Anno 1920)

a cura di Armando Pepe

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ABBREVIAZIONI

ACS = Archivio centrale dello Stato
MRF = Mostra della Rivoluzione Fascista

SOMMARIO

1) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dall'ispettore generale di Pubblica Sicurezza, Di Domenico, al Ministero dell'Interno]

Caserta, 25 febbraio 1920

[All'] Onorevole Ministero dell’Interno,
Direzione Generale di Pubblica Sicurezza.

Oggetto: Agitazione dei contadini in S. Apollinare per le modifiche del patto colonico.

Mi reco a dovere di riassumere le modalità attraverso le quali si è svolta e si va svolgendo la vertenza tra i contadini, conduttori dei fondi, e i proprietari. Costituitasi, da poco tempo, in S. Apollinare la lega tra i contadini, alla dipendenza della Camera Confederale del Lavoro della Provincia di Caserta e alla quale finora si sarebbero iscritti circa 200 contadini, si determinò nel gennaio u.s. [1920] un’agitazione tra i conduttori dei fondi per la modifica dei patti colonici, pretendendosi che fosse applicata la mezzadria ai raccolti delle terre e alla provvista delle semenze; che fossero abolite tutte le prestazioni in polli e uova; che la consegna del raccolto fosse fatta sui fondi e non alla casa dei proprietari; che la restoppia, i pennacchi, le spoglie del granone e la paglia fossero attribuiti esclusivamente ai coloni; e che a beneficio completo dei coloni stessi restassero i prati seminati ad esclusivo bisogno di concime. Il 25 gennaio [1920] l’Avv. Nardone Bernardo, socialista, domiciliato in Cassino- essendo stato proibito dalla locale autorità di P.S. un comizio in piazza, in forza dell’ordinanza prefettizia, che, per lo sciopero dei ferrovieri, [p.2] vietava qualsiasi pubblica riunione- tenne una conferenza nei locali della lega dei contadini; conferenza, che, senza dubbio accese maggiormente gli animi e procedette contemporaneamente alla costituzione di una cooperativa agraria. Fallite le prime trattative tra proprietari e conduttori dei fondi, imperocché i proprietari – pronti a concedere le richieste circa la mezzadria, il contributo della semenza e l’abolizione delle prestazioni- mostravano la impossibilità di addivenire alle altre concessioni, il 16 febbraio fu proclamato lo sciopero dei contadini, i quali, nel giorno istesso si distribuirono per le campagne, imponendo di smettere il lavoro e trascendendo taluni anche a violenze private. Nello stesso giorno, senza preavviso, fu tenuto dagli scioperanti un pubblico comizio, nel quale l’operaio Costantini Giuseppe, lamentando che gli intervenuti fossero pochi, li invitava a promuovere, per il giorno successivo, una riunione di gran lunga più numerosa, per essere pronti a tutte le evenienze. In vista di questi prodromi il maresciallo dei RR. CC. De Luca Giovanni, della stazione di S. Giorgio a Liri e il sindaco del Comune di S. Apollinare si affrettarono a chiedere rinforzi e, infatti, nel pomeriggio del [p. 3] giorno successivo giunsero il vicecommissario sig. Luigi Carulli dell’ufficio di P.S. di Gaeta, 100 uomini di truppa e 9 carabinieri. Senonché, alle ore 9 del mattino di quel giorno, si formò un corteo di circa 150 contadini, il quale mosse dai locali della lega per andare incontro ad un altro corteo di oltre 200 individui che muoveva dalla frazione “Giunture” preceduto da una bandiera, formata da un panno rosso attaccato ad una canna, ed i cui componenti erano tutti armati di grossi bastoni portati ad armacollo e avanzavano vociando “viva lo sciopero”. Il maresciallo dei RR. CC., con quattro militi, si pose a capo del primo corteo per intervenire a tempo in qualsiasi evento; e, quando i due cortei si riunirono, egli invitò tutti alla calma; ma, nell’atto in cui allontanava con la mano la canna della bandiera, che il portatore di essa gli faceva sventolare sul viso- i contadini vorrebbero far credere che egli avesse tentato di strappare la bandiera stessa- fu colpito di bastone alla testa, riportando lesione, giudicata poi guaribile oltre il ventesimo giorno; mentre altra lesione anche al capo, dichiarata guaribile entro il decimo giorno, fu inferta al carabiniere Ghinelli Alfredo. La effusione del sangue rese sgomenti gli animi, e sia per questo fatto e sia per il sopraggiungere [p. 4] dei rinforzi non ebbero a deplorarsi nei giorni successivi altri inconvenienti. Procedutosi sollecitamente alle operazioni di polizia giudiziaria dal vicecommissario Carulli furono denunziati 57 individui, 11 dei quali potettero essere assicurati alla giustizia, mentre gli altri, postisi in salvo con la latitanza, sfuggirono alle ricerche. Stabiliti i fatti nel modo suesposto, in conseguenza di un’intervista avuta con il Procuratore del Re a Cassino – un sostituto Procuratore del Re si cercò subito a S. Apollinare per l’accertamento della prova generica e della prova specifica dei delitti- e da informazioni attinte da varie fonti, ha svolto azione pacificatrice; ho conferito con i rappresentanti dei proprietari e dei contadini, con gli On. Riboldi e Tescione, venuti, prima l’uno nell’interesse dei contadini e poi l’altro a richiesta dei proprietari e si è stabilito che domani sarà tenuta una commissione con l’intervento di tre rappresentanti dei proprietari e di tre rappresentanti dei contadini- assistiti questi ultimi dal sig. Gualberto Salonia, segretario della Camera Confederale del Lavoro di Caserta. Restituisco il telegramma espresso del Prefetto di Caserta.
L’Ispettore Generale di P.S.
Di Domenico

2) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma N°822
Al Ministero dell’Interno

Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 28/2/1920

Continua agitazione e parziale sciopero contadini S. Apollinare, specialmente in contrada Giuntura, per nuovo patto colonico, cui i proprietari non fecero buon viso, sebbene ora in parte lo abbiano accolto. Sciopero, che data dal 16 febbraio e che, mattino 17 successivo, degenerò in violenze contro Arma RR. CC. ferendo due militi, come da mio espresso al Ministero Interni, del 18 detto mese, fino ad oggi non ha dato luogo ad altri incidenti o fatti interessanti ordine pubblico, e ciò per il pronto invio sul posto di adeguati rinforzi con truppa. Si chiede dai contadini dividere a metà i prodotti della terra, che prima avevano in ragione di 2/5, l’abolizione delle prestazioni in sostanza, l’attribuzione al colono della paglia di granone anziché l’attribuzione della paglia dei cereali, delle pannocchie di granone, e dell’erba foraggiera. Agitazione iniziatasi per consiglio e propaganda Avvocato Nardone Bernardo, socialista di Arce, che dette luogo a costituzione Lega Contadini di Sant’Apollinare (circondario di Formia) di cui ora fanno parte circa 200 lavoratori, e conseguente sciopero; ma accenna ora ad estendersi, e già in qualche Comune del 1° circondario, come a Rocca d’Evandro, in contrada Casamarina e Pesca, prevedesi inizio sciopero fra breve. Tentativi in quel di Sant’Apollinare per equo accordo colà compiuto per vivissimo interessamento dell’Ispettore Generale di P.S. Di Domenico non hanno finora avuto esito completamente favorevole, neppure a seguito riunione tenutasi ieri da commissione arbitrale di contadini e proprietari e pratiche conciliative fatte in luogo anche da qualche Deputato della Provincia. A S. Apollinare, dopo il conflitto, si recò per inchiesta, per conto del partito socialista, l’On. Riboldi, cui relazione fu pubblicata dal giornale “Avanti” , ieri [27 febbraio 1920] n°49 edizione romana, ed ora constami essere giunto a Cassino probabilmente per intesa con l’avvocato Nardone, e per sfruttare senza dubbio le aspirazioni all’elevamento economico dei contadini di questa provincia ai fini del partito socialista, anche l’On. Baraglini. Mentre seguo agitazione e sciopero, raccomandando ai dipendenti e ai funzionari di fare opera proba ed equa per il mantenimento dell’ordine pubblico, non mancherò di fare quanto possibile perché si possa raggiungere il desiderato accordo.
Il Prefetto
Lorenzo Valle.

3) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma- Espresso di Stato, N°981

Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 6/3/1920

Seguito precedenti segnalazioni, da ultimo telespresso 27 febbraio N° 822, partecipo che agitazione contadini per nuovi patti colonici si è estesa anche in territori Comuni S. Andrea Vallefredda [S. Andrea del Garigliano] e Rocca d’Evandro con pretese più onerose di quelle accampate da contadini di S. Apollinare. Nel Comune di Rocca d’Evandro il 1° andante [marzo 1920] recossi Millo Carlo, impiegato postelegrafico, di questa Direzione Provinciale, e consigliere nazionale socialista, il quale, ad un gruppo di contadini convocati a riunione privata, citò come esempio movimento rivoluzionario in Russia che, a suo dire, avrebbe apportato desiderato benessere ai contadini e suggerì consiglio di intimidire loro compagni di classe tuttora restii per adesioni alla Lega. Il 28 febbraio [1920] On.le Riboldi adì Procuratore del Re di Cassino per ottenere liberazione arrestati nel conflitto di S. Apollinare o almeno affrettare relativo procedimento, con sospensiva ventilata emissione nuovi mandati cattura, [p. 2] minacciandosi, qualora si verificasse tale ultima ipotesi, estensione sciopero agrario a tutta la Provincia. Il 3 andante [marzo 1920], poi, è giunto da costà a S. Apollinare Prof. Violini Cesare della Confederazione Bianca (Partito Popolare) con intento di cooperare definizione vertenza, alla cui soluzione è sperabile si avviino i contadini di Rocca d’Evandro e di S. Andrea Vallefredda. Vigile assistenza autorità non manca per prevenire, impedire che contesa degeneri in turbative ordine pubblico, e perché si raggiunga, comunque, accordo pacifico. Riservomi ulteriori notizie.
Il Prefetto
Lorenzo Valle

4) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 220 «Arpino (Caserta). (C1). Proteste del Partito Popolare Italiano»

[Trascrizione di una lettera di Don Luigi Sturzo a Francesco Saverio Nitti]

Roma, 8 marzo 1920

A Sua Eccellenza
L’Onorevole Prof. Francesco Saverio Nitti, Ministro dell’Interno

Mi consenta L’Eccellenza Vostra che Le segnali un provvedimento preso dal Sindaco di Arpino, nella sua qualità di funzionario di P. S., tutt’altro che rispondente a quegli alti criteri di giustizia che non dovrebbero mai essere dimenticati da pubblici funzionari. Secondo notizie che ho motivo di ritenere esatte, il predetto Sindaco ebbe a vietare, il primo del corrente mese, un pubblico comizio indetto dalla sezione del Partito Popolare Italiano, motivando il provvedimento per ragioni di salute pubblica. La cosa non avrebbe dato a ridire, qualora subito dopo lo stesso sindaco non avesse concesso all’Onorevole [Vittorio] Lollini, socialista ufficiale, di tenere un pubblico comizio nel medesimo Comune. Ma non basta: Avendo un socio della sezione del Partito Popolare Italiano chiesto il contraddittorio, è stato minacciato di arresto dallo stesso sindaco. Tutto ciò è enorme e rispecchia nel sindaco di Arpino un tale spirito di partigianeria che non può essere in alcun modo tollerato. Prego pertanto l’E.V. di far eseguire a tale riguardo un’inchiesta, per quei provvedimenti di rigore che saranno ritenuti necessari verso questo funzionario che appare, a prima vista, immeritevole di occupare l’alto ufficio a cui è preposto.
In attesa di conoscere i provvedimenti presi a riguardo, ringrazio l’E.V. e La ossequio.
Il Segretario Politico
Sturzo

5) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma- Espresso di Stato

Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 15/3/1920.

Di seguito mio espresso 9 corrente, trasmetto a codesto On. Ministero copie delle condizioni del contratto colonico presentato dai contadini della Lega di Sant’Apollinare all’inizio della nota agitazione (gennaio 1920) e copia del patto concordato in detto Comune la sera del 6 corrente tra contadini e proprietari, con l’intervento del Prof. Dott. Violini Cesare della Confederazione Italiana dei Lavoratori, del Sig. Francesco Falconio del Comitato Provinciale del Partito Popolare di Terra di Lavoro e dell’Avv. Cav. Raffaele Danese della Sezione di Cassino di detto partito. A comporre il dissidio, intervennero anche tre contadini della Lega di S. Apollinare, la quale è aderente alla Camera Confederale del Lavoro di Caserta ed alla Federazione Nazionale dei lavoratori della terra con sede a Bologna. Al patto concordato, a seguito di intervento personale dell’On. Lollini, che il [p. 2] 7 corrente si recò a S. Apollinare, furono apportate aggiunte agli articoli 2 e 15 in senso più favorevole ai lavoratori.
Ministero Industria e Lavoro informato.
Il Prefetto
Lorenzo Valle.

6) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Trascrizione del patto colonico stipulato tra i proprietari e i contadini di Sant'Apollinare. Copia inviata dal Prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma- Espresso di Stato

Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 15/3/1920

Lega dei contadini di S. Apolllinare

Le condizioni del contratto colonico proposte da questa lega ai proprietari sono: 1. Il raccolto delle terre di prima e seconda classe sarà diviso a metà tra il proprietario e il colono; 2. Il raccolto delle terre di terza classe sarà diviso in cinque parti di cui due al proprietario e tre al colono; 3. La restoppia sarà divisa a metà; 4. I pennacchi e le spoglie del granone saranno date tutte al colono; 5. I prati seminati ad esclusivo bisogno di concime saranno az beneficio completo dei coloni; 6. Le semenze saranno a carico dell’una e dell’altra parte in proporzione, e cioè, a metà nel caso previsto dal numero 1, invece 2/5 a carico del proprietario e 3/5 a carico del colono nel caso previsto dal numero 2, mentre interamente a carico del colono nel caso di cui al numero 5; 7. Tutte le prestazioni in polli, uova eccetera come obbligo sono abolite; 8. La consegna del raccolto sarà fatta sui fondi o a casa del proprietario dietro pagamento da pattuirsi volta per volta.
S. Apollinare, gennaio 1920
Il Comitato direttivo
Con la presente privata scrittura fra i signori proprietari: 1. Cav. Giuseppe Renzis fu Francesco. 2. Avv. Teodoro Triglione fu Apollinare. 3. Arc. Don Virgilio Mignacca, di Carlo. 4. Arc. Don Palmerino Capraro, di Paolo. Tutti proprietari domiciliati in S. Apollinare, meno l’ultimo domiciliato in S. Ambrogio sul Garigliano. 5. Michele Neri fu Antonio, domiciliato in S. Apollinare. 6. Federico Di Clemente fu Raffaele, domiciliato in S. Apollinare. 7. Vincenzo Sanni fu Orazio, domiciliato in S. Apollinare.
Ed i Signori contadini: 1. Del Maestro Francesco di Angelo; 2. Del Maestro Angelo fu Giuseppe. 3. Simeone Giuseppe di Michele. Tutti domiciliati in S. Apollinare.
In rappresentanza, questi ultimi tre, della Lega dei contadini di S. Apollinare, aderente alla Camera Confederale della Provincia di Caserta e pel tramite di essa alla Federazione Nazionale dei Lavoratori delle terra con sede centrale a Bologna e alla Confederazione Generale del Lavoro con sede in Milano.

[firmato il 5 marzo 1920]

7) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 220 «Arpino (Caserta). (C1). Proteste del Partito Popolare Italiano»

[Trascrizione integrale di una lettera del sindaco di Arpino al sottoprefetto di Sora]

Caserta, li 25 marzo 1920

[Dalla] Prefettura della Provincia di Terra di Lavoro.

All’Onorevole Ministero dell’Interno
Direzione Generale P.S.
Roma

N. 1567

Oggetto: Arpino, divieto comizi.

Trascrizione della lettera del Sindaco di Arpino al Sottoprefetto di Sora, comunicata al Ministero dell’Interno.
“Il giorno 27 febbraio 1920 da parte della locale sezione del Partito Socialista e contemporaneamente da quella del Partito Popolare mi fu dato avviso ai termini dell’art. I, Legge di P.S., per un pubblico comizio nel quale avrebbero dovuto parlare l’On. Lollini e altri pel Partito Socialista, e i signori: Avv. Lorenzo Blasi e Guido Fuscello pel Partito Popolare. Dato che proprio in quei giorni mi erano stati denunziati dei casi di influenza e che nei vicini Comuni di Isola Liri e Sora, dai quali il comizio socialista in Arpino avrebbe richiamato gran concorso di operai ascritti al partito, si sapeva che l’epidemia influenzale aveva preso largo sviluppo, credetti opportuno anche per conforme parere di questo Ufficiale Sanitario di non consentire per alcuno dei due comizi, e comunicai per iscritto tale decisione ai due sottoscrittori delle domande presentatemi. Senonché la mattina destinata ai comizi, mi si presentò l’On. Lollini, il quale insistette per parlare in pubblico ai propri elettori quale Deputato del Collegio, e io credetti non di negare il mio consenso, dato che esulava la forma del comizio preordinato e preannunziato onde era stato raggiunto lo scopo d’indole sanitaria che aveva determinato il divieto di due comizi pubblici; e se si fosse presentato anche un rappresentante del Partito Popolare per voler [p. 2] parlare anche in pubblico agli elettori di Arpino non avrei negato il mio consenso né è vero che io abbia minacciato di arresto un cittadino che, mentre parlava l’On. Lollini avesse sfidato il contraddittorio; sta in fatto che un giovanotto studente minori degli anni diciotto, un tal Valente di Atina, un paio di volte interruppe l’On. Lollini, onde io ad evitare che le sue interruzioni potessero provocare una reazione gli ingiunsi di smettere, minacciando soltanto di farlo allontanare dagli agenti. Così e non diversamente si svolse la cosa.”
Si osserva che, quando anche il Sindaco di Arpino non avesse per le ragioni addotte fatto i noti divieti sarebbe stato consigliabile di impedire ugualmente i due comizi. In vero, la richiesta contemporanea di tenere i due comizi nella stessa piazza e nella stessa ora, avvalora l’ipotesi che i promotori appartenenti a due opposte tendenze politiche potessero avere intenzione di sopraffarsi reciprocamente determinando un turbamento dell’ordine. Quantomeno si sarebbe dovuto stabilire che o i due comizi avessero avuto luogo in località differenti oppure in orari diversi.
Il Prefetto
Lorenzo Valle

8) ACS, MRF, busta 25, fascicolo 113, sottofascicolo 99 «Caserta. Carteggio del Comitato Centrale dei Fasci»

[Dal fondatore del Fascio di Caserta, Vincenzo Palmieri, a Benito Mussolini]

[Caserta, fine giugno- primi di luglio 1920]

Al Signor Benito Mussolini, Milano

Lo scrivente Palmieri Vincenzo, figlio di Ernesto e di Maria Berri, nato a Siano (frazione di Salerno) il 9 marzo 1898, domanda alla Signoria Vostra di essere ammesso quale socio nei Fasci Italiani di Combattimento. Egli è ragioniere e laureando, pel corrente anno accademico, in Scienze Economiche e Commerciali presso il Regio Istituto Superiore di Studi Commerciali ed Amministrativi di Roma. Durante il periodo della guerra organizzò una compagnia di volontari costieri per servizio di vedetta sulle rive dell’Adriatico; diresse una sezione del Comitato di Difesa Interna contro lo spionaggio nella piazzaforte di Gaeta; sostenne, incoraggiò, e più volte diresse le opere per l’assistenza civile alle famiglie dei richiamati e quelle pro orfani di guerra e pro mutilati. Condusse un’attiva e proficua opera di propaganda nazionale, a mezzo di conferenze, sul Mezzogiorno d’Italia, meritandosi l’encomio di Sua Eccellenza [Ubaldo] Comandini. Ufficiale di fanteria, per tre anni, combattè in Carnia, sulle Prealpi, al Passo della Mauria, a Longarone, sul Grappa, sul Piave, riportando molteplici ferite. È decorato della medaglia d’argento al valor militare e della Croce di Guerra; è stato proposto per la Croce di Cavaliere della Corona d’Italia e per altre due medaglie d’argento al valore. Non ha sinora appartenuto a nessun partito politico. Egli ha intenzione d’istituire in Caserta una Sezione Provinciale di Fasci Italiani di Combattimento, egli è sicurissimo di raccogliere nelle file dell’associazione numerosissime forze giovani attive, entusiaste, che sinora sono sparse per la provincia senza unione d’indirizzo e di fede; ed ancora si prometterebbe di raccogliere il più garn numero di soci fra la classe dei contadini assolutamente contraria alle idee del socialismo ufficiale che tentano affermarsi in provincia non trovando altri partiti d’opposizione che le fermino e le ostacolino. Desidererebbe lo scrivente, che all’occasione, fosse ad egli inviato un rappresentante dei Fasci per studiare di comune accordo la situazione e stabilire un piano concreto di espansione dei fasci medesimi in tutta la provincia di Caserta, che dopo breve periodo di propaganda, in massima sarebbe guadagnata alla causa fascista.
Con distinti saluti,
Rag. Vincenzo Palmieri

[residente in] Piazza Amedeo, 23- Caserta.

9) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Prefettura della Provincia di Terra di Lavoro
Ufficio Provinciale di P.S.
N. 2594
Oggetto. Cassino- Nuovo patto colonico.
All’Onorevole Ministero dell’Interno
Direzione Generale di P.S.
Roma

Caserta, li 1° luglio 1920

Come in altri importanti centri agricoli della provincia, così a Cassino, il partito socialista e leghe di contadini, costituite per lo scopo, da tempo mantenevano in fermento la massa dei lavoratori della terra per ottenere un nuovo patto colonico. Per la resistenza di gran parte dei proprietari e per i propositi di violenza dei lavoratori interessati, eccitati anche dalle dimostrazioni di carattere anticlericale, avvenute anche il 20 e 21 giugno a Cassino a seguito del divieto di una processione religiosa fatto da quell’Abate, l’agitazione minacciava di degenerare in violenti disordini. Non mancai di occuparmene vivamente e, con l’efficace cooperazione del prof. Campbell, direttore di quella Cattedra ambulante di agricoltura, e dei funzionari di P.S., Cav. Uff. Sabino Venezia, funzionante vice questore, e Cav. Antonio Cianci, vice commissario, che predisposero l’ambiente e parteciparono anche alla discussione, animatissima e lunga, la notte sul 27 giugno [1920] si poté finalmente concludere il desiderato accordo fra proprietari e contadini sulla base dell’unito schema di patto colonico, che divenne definitivo. Alla discussione intervennero i più accesi elementi delle organizzazioni politiche ed economiche del luogo, tra cui il noto Millo Carlo, impiegato postelegrafonico, consigliere nazionale del partito socialista, e l’onorevole, deputato di Como, Antonio Spagnoli, il quale, nel pubblico comizio tenutosi il 27 giugno [1920] in quella piazza, ebbe ad elogiare calorosamente l’opera moderatrice e di pacificazione spesa, con amore, dall’autorità di P.S., cui inviò vivi ringraziamenti. A Cassino, quindi, è ritornata la calma, il nuovo patto essendo riuscito gradito ad ambo le parti in contesa. Ho elogiato l’opera dei funzionari di P.S. sopra citati, che addito alla più alta opera di considerazione di codesto On. Ministero, come pure quella spesa dal prof. Campbell.
Il Prefetto
Riccardo Lualdi

10) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dall'esponente socialista e avvocato Bernardo Nardone al Ministero dell'Interno]

Ministero dell’Interno
Gabinetto del Ministro
Ufficio Cifra e Telegrafo

Telegramma 11564, del 3 luglio 1920, ore 8, inviato da Cassino.

All’Onorevole Giolitti.
Brigadiere Carabinieri Rocca d’Evandro pretende che Lega Contadini della sezione socialista abbia autorizzazione prefettizia. Pregola liberare paese simile funzionario troglodita, provocatore di disordini.
Avvocato Nardone.

11) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 223 «Dragoni (Caserta). (C1). Violenza contro Amministrazione Comunale»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma- Espresso di Stato
Al Ministero dell’Interno.
Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 5/7/1920

N°2694. Ieri [4 luglio 1920] circa 500 persone, tumultuando, invasero Municipio di Dragoni per protestare contro l’applicazione della tassa sul fuocatico e contro il tesseramento per il pane. Vicecommissario Falivene e tre militari dell’Arma presenti furono fatti segno di violenze, resistenza e, benché il funzionario e il carabiniere Nugnes fossero rimasti contusi, riuscirono a far sgombrare la Casa Comunale, evitando danneggiamenti. L’invasione fu possibile per mancato invio dei rinforzi richiesti da quel sottoprefetto [Felice D’Elia]. Mentre ho disposto per l’immediato ristabilimento dell’imperio della legge e dell’ordine pubblico, esprimendo al funzionario e ai militi operanti il rincrescimento per le lesioni riportate e il compiacimento per l’azione spiegata, interesso il Comando della Divisione dell’Arma per accertamenti e provvedimenti per il cennato mancato rinforzo.
Il Prefetto
Riccardo Lualdi

12) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma Espresso di Stato.
Al Ministero dell’Interno.

Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 7/7/1920

N°2437. Trattative per nuovo patto colonico, che da qualche tenevano in agitazione contadini e proprietari, anche in tenimento di Roccasecca, ebbero termine, il mattino del 5 corrente, in una riunione avuta luogo nella casa Comunale col raggiungimento dell’accordo fra i rappresentanti delle parti convenute. Durante tale riunione davanti al Municipio sostavano in assembramento circa 1500 persone senza che però si avesse a deplorare alcun notevole incidente, meno quello della bandiera socialista, abusivamente esposta ad una finestra della casa Comunale dai contadini, che fu tolta e gettata sulla via.
Il Prefetto
Riccardo Lualdi

13) ACS, MRF, busta 25, fascicolo 113, sottofascicolo 99 «Caserta. Carteggio del Comitato Centrale dei Fasci»

[Da Umberto Pasella a Vincenzo Palmieri]

[Milano,] 9 Luglio 1920

Al Sig. Rag. Vincenzo Palmieri
Caserta, Piazza Amedeo N°23

L’amico Mussolini mi rimette una Sua lettera senza data colla quale lettera Ella chiede notizie ed istruzioni per far parte dei Fasci Italiani di Combattimento. Rispondo avvertendoLa che se Ella dimora a Caserta, ove non esiste il Fascio di Combattimento, non può iscriversi ai Fasci Italiani. Cerchi e si adoperi di costituire il Fascio costì e a tal uopo Le invio e accludo un programma. In attesa gradisca i miei distinti saluti.
Umberto Pasella

14) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dall'avvocato Bernardo Nardone al Ministero dell'Interno]

Ministero dell’Interno
Gabinetto del Ministro
Ufficio Cifra e Telegrafo

Telegramma 11938, del 10 luglio 1920, ore 7. 13, inviato da Cassino

Brigadiere Carabinieri Rocca d’Evandro incoraggiato dalle autorità locali usa violenze minacce con armi contro soci della lega contadini. Rinnovo preghiera di dare disposizioni per evitare gravi incidenti. Brigadiere querelato per numerosi atti arbitrari.
Avvocato Nardone

15) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 223 «Dragoni (Caserta). (C1). Violenza contro Amministrazione Comunale»

[Dal procuratore generale presso la Corte d'Appello di Napoli al Ministero dell'Interno]

[Dalla] Procura Generale del Re presso la Corte d’Appello di Napoli.
Div. 2, N. 2547.

A Sua Eccellenza il Ministro dell’Interno, Roma.

Oggetto: Rapporto di reato contro Rapuano Salvatore ed altri moti popolari del Comune di Dragoni.

Napoli, li 12 luglio 1920

Dal Procuratore del Re di S. Maria Capua Vetere vengo informato che nel mattino del 4 corrente mese, nel Comune di Dragoni, una massa di circa 500 contadini, armati di nodosi randelli, per protestare contro la riscossione del ruolo di tassa fuocatico e contro l’applicazione della tessera per la molitura del grano, si radunò davanti all’ufficio Municipale, manifestando il proposito di appiccarvi il fuoco. A fronteggiare la moltitudine eccitata e decisa ad ogni eccesso si trovavano soltanto un vicecommissario di P.S., un maresciallo dei carabinieri, e due militi- costoro adoperarono tutti i mezzi per sedare la rivolta, ma ogni loro tentativo fu vano, giacché i dimostranti invasero i locali del Municipio, s’impadronirono della bandiera Comunale, e costrinsero il commissario prefettizio e gli impiegati municipali a rilasciare le tessere per la molitura del grano nella quantità che loro piacque d’imporre. Sequestrarono poi le chiavi del [p. 2] Municipio, che restituirono insieme alla bandiera soltanto verso le ore 15 di quello stesso giorno, cedendo alle insistenti esortazioni dei funzionari che, con tenace opera di pacificazione, riuscirono finalmente a ripristinare l’ordine. Nelle varie colluttazioni il vicecommissario di P.S. Falivene Achille e il carabiniere Nugnes Nicola riportarono leggere lesioni guaribili infra i giorni dieci. L’indomani, giunti i rinforzi, si procedette alla identificazione dei principali responsabili della ribellione e all’arresto di Rapuano Salvatore, Calvanese Tommaso, Parillo Giuseppe, Cunti Domenico, Zampieri Luigi e Riccitelli Domenicantonio. Nel rassegnare quanto sopra a Vostra Eccellenza, mi riservo di farLe noto l’esito della istruzione in corso contro i suindicati imputati ed altri a piede libero, denunziati per i delitti di cui all’art. 187, capoverso 2, e d’istigazione a delinquere ai termini dell’art. 246, capoverso 2 del Codice Penale, oltre che per oltraggio, violenze e minacce e per lesioni volontarie.
Il Procuratore Generale del Re presso la Corte d’Appello di Napoli.
Enrico Mazzola

16) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 223 «Dragoni (Caserta). (C1). Violenza contro Amministrazione Comunale»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma- Espresso di Stato
Al Ministero dell’Interno

Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 14/7/1920

N. 2694. Seguito mio espresso 5 corrente pari numero comunico che, giusta ordini a tempo impartiti, giorno 5 corrente, in Dragoni, si procedette all’arresto di 6 individui che avevano preso parte ai tumulti del giorno prima, responsabili di violenza e resistenza alla forza pubblica, mentre se ne identificarono altri 10, denunziandoli a piede libero perché latitanti. Sottoprefetto di Piedimonte [Felice D’Elia] segnala azione energica e prudente spiegata nell’occasione dal vicecommissario dott. Falivene Achille che, sebbene tuttora in prova e appoggiato da scarsa forza, nonostante fosse fatto segno di violenza dalla folla, riuscì a ristabilire l’ordine il giorno 4 ed eseguì successivamente arresti senza che si verificasse alcun grave fatto. A favore di detto funzionario, che, oltre le lesioni già riferite, riportò anche la lacerazione della giacca e la rottura del cappello di paglia, come a favore del carbiniere Nugnes, riservomi di avanzare concrete proposte non appena si conoscerà l’esito del giudizio a carico degli individui arrestati e denunziati.
Il Prefetto
Riccardo Lualdi.

17) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dall'onorevole socialista Oddino Morgari a Camillo Corradini]

Telegramma [inviato da Roma] del 14/7/1920 al Sottosegretario di Stato per l’Interno [Camillo Corradini]

Un telegramma ci segnala che il brigadiere dei Carabinieri di Rocca d’Evandro (Caserta) “messosi al servizio dei proprietari contro la lega dei contadini, minaccia e maltratta, armato, con altri militi, gli iscritti della lega stessa”. Uguale telegramma venne dall’Avv. Nardone spedito all’On. Giolitti.
Chiedo provvedimenti. Con i maggiori ossequi.
Oddino Morgari.

18) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma Espresso di Stato.
Al Ministero dell’Interno.

Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 23/7/1920

N° 981. Risposta a telespressi 15698 del 4 corrente [luglio 1920], 16435 del 13 e 16228 del 20 seguito mio espresso 21 corrente pari numero parmi opportuno segnalare ancora che, ore 11 del 20 corrente oltre cento contadini lega Rocca d’Evandro recatisi nella campagna del proprietario Riccio Amato invitarono costui a riconsegnare al colono Riccio Giacomo parte del grano già diviso. Riccio Amato si rifiutò e allora contadini costrinsero lui e figlio Pasquale, questi armati di fucile, a seguirli e, giunti in contrada Spinosa, disarmarono Riccio Pasquale, obbligandolo a recarsi al magazzino a consegnare al colono la parte di grano che la lega gli aveva assegnato. Non contenti, i contadini stessi, mentre Riccio Pasquale si allontanava, iniziarono contro di lui fitta sassaiola ferendo invece al capo Viola Dionisio che passava su biroccino e, per impedirgli che si fosse recato ad avvisare l’Arma, tagliarono finimenti al cavallo. Arma Stazione Rocca d’Evandro, giunta sul posto quando già leghisti eransi allontanati, indagava ed indaga per accertamento responsabilità e denunzia dei colpevoli. Oltre rinforzo RR. CC. ho disposto invio sul posto funzionario perché, accertata verità circostanze fatti, provveda energicamente alla tutela ordine pubblico e alle garanzie dei diritti di ciascuno secondo la legge, e presieda l’ordine pubblico. Riservomi ulteriori comunicazioni.
Il Prefetto
Riccardo Lualdi

19) ACS, MRF, busta 25, fascicolo 113, sottofascicolo 99 «Caserta. Carteggio del Comitato Centrale dei Fasci»

[Da Vincenzo Palmieri a Umberto Pasella]

[p. 1]
Cartolina Postale Italiana
Al Segretario dei Fasci Italiani di Combattimento
Via Monte di Pietà 21, Milano.

[p. 2]

Caserta, 27. 8. 1920

Prego inviare N. 100 manifestini volanti e N. 5 a muro per distribuirli in Caserta, nella sera del 12 Settembre, nell’anniversario della “Notte di Ronchi”. Se potrete mandarne di più, tanto meglio. Sto provvedendo alla costituzione della Sezione dei Fasci; non appena costituita ve ne darò comunicazione; ho un buon numero di soci. In attesa, con distinti saluti,
Tenente rag. Vincenzo Palmieri, [ residente in ] Piazza Amedeo 23, Caserta

20) ACS, MRF, busta 25, fascicolo 113, sottofascicolo 99 «Caserta. Carteggio del Comitato Centrale dei Fasci»

[Da Umberto Pasella a Vincenzo Palmieri]

[Milano,] 17 Settembre 1920

All'Egregio Signor Tenente Palmieri Rag. Vincenzo
Caserta, Piazza Amedeo, 23

In riscontro alla gradita Sua del 27 Agosto u. s. Le confermo l’invio di un pacco dei manifesti “Per la Notte di Ronchi” che Ella a quest’ora avrà forse ricevuto. In pacco postale Le faccio spedire 50 programmi fascisti che prego di distribuire fra amici e simpatizzanti nell’intento di fondare anche a Caserta un Fascio di Combattimento. Appena avrà riunito un buon numero di aderenti (per iniziare, anche 20 o 30) faccia un’Adunanza e addivenga alla nomina di un Comitato Direttivo nonché di un Fiduciario, il quale mentre dovrà essere scelto far gli elementi migliori e più attivi avrà il compito di corrispondere con questa Segreteria e di trasmettere al Consiglio Direttivo del Fascio tutte le comunicazioni e gli ordini che saranno emanati da questo Comitato Centrale. Fiducioso che presto il Fascio di Combattimento di Caserta sarà un fatto compiuto La prego tenermi informato.
Gradisca i miei distinti saluti
Umberto Pasella

21) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Prefettura della Provincia di Terra di Lavoro
Divisione P.S. Sezione Gab.
N. 3566

Caserta, 20 settembre 1920

Telegramma a mano, urgente speciale
Onorevole Ministero dell’Interno
Direzione Generale P.S.
Roma
Oggetto. Dopo affermazioni fatte da partito socialista e sezioni combattenti con le manifestazioni di cui ai miei telespressi 3 e 9 agosto p p. [1920] N° 2826, partito socialista in modo particolare, in coincidenza movimento ed agitazioni pedr la lotta elettorale amministrativa, organizza e tenta effettuare pratica occupazione estesi terreni e tenute Enti pubblici e di privati, ritenendo questo momento opportuno per tradurre in atto suo programma. Al Pantano di Sessa [Aurunca], dal 31 agosto [1920] a tutt’oggi energica, attiva azione Carabinieri e truppe trattiene duemila contadini circa da reiterati tentativi occupazione e ripartizioni tenuta Fera di 700 ettari. A Fondi notte decorsa [19- 20 settembre 1920] ho dovuto inviare, in tutt’urgenza, truppa e Carabinieri per sventare invasione terreni Demaniali e privati, decisa da circa 800 socialisti. Ad Itri, vasta tenuta Campello, proprietà del commendatore Iaccarino, è vigilata da nucleo Carabinieri, insufficiente a fronteggiare la situazione, che potrà complicarsi. A Capua partito popolare minaccia da ieri [19 settembre 1920] di fare e occupare quella Piazza d’Armi. Diffide, consigli, opera persuasione fatta compiere anche con accesso in luogo e propaganda dal Prof. Campbell, Direttore della Cattedra Agricoltura di Cassino, riescono vane; sicché occorre intensa vigilanza, con largo impiego forze, nella certezza che se un solo terreno riuscisse ad essere occupato, movimento dilagherebbe rapido e violento in tutta la Provincia. Arma Carabinieri quasi tutta impegnata servizio suddetto, con concorso intera disponibilità per la Provincia di 300 uomini di truppa, di cui 200 a Fondi e 100 a Pantano di Sessa Aurunca, è insufficiente fronteggiare esposta situazioni ed eventuali complicazioni e presumibile dilagare del movimento altrove. Comando locale Scuola Ufficiali Regia Guardia di Finanza ha dichiarato che, da domani [21 settembre 1920], non potrà più concorrere servizio d’ordine per elezioni che iniziate ieri avranno termine 31 ottobre. Allievi Regia Guardia di Sicurezza non impiegabili a distanza notevole da questo Capoluogo mancando mezzi logistici e per difficoltà vettovagliamento. Legione Carabinieri Napoli dichiarami impossibilità invio rinforzi, avendo impegnato anche disponibilità Battaglione Mobile.
Prefetto Caruso

22) ACS, MRF, busta 25, fascicolo 113, sottofascicolo 99 «Caserta. Carteggio del Comitato Centrale dei Fasci»

[Da Vincenzo Palmieri a Umberto Pasella]

Caserta, 20. 9. 1920

Egregio Signor [Umberto] Pasella,
Ho ricevuto i manifesti della notte di Ronchi ed ho provveduto alla loro diffusione. Manifestazioni pro Fiume si sono avute al Circolo Sociale, il più importante e numeroso di qui. Attendo intanto i 50 programmi fascisti che mi riusciranno davvero utili. Non appena costituita saldamente la Sezione gliene farò tener notizia. Pel momento sono ammalato ed ho dovuto sospendere il mio lavoro di preparazione; ma non appena guarito (tra una decina di giorni) mi rimetterò completamente all’opera, fiducioso di pienamente [p. 2] riuscirvi.
Gradisca i miei più distinti saluti,
Tenente Vincenzo Palmieri,
Piazza Amedeo, 23. Caserta

23) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

[All']Ufficio Cifra
N. 18587

Da Caserta 22/9/1920, ore 19. 50, arrivato 23/9/1920, ore 2.55

Al Ministero dell’Interno, Direzione Generale P.S.

N° 3561. Sera 20 corrente [settembre 1920] circa 200 contadini del Partito Popolare di Capua occuparono alla spicciolata ex poligono di tiro, ora di proprietà dell’Ornafonotrofio Militare di Napoli, in territorio fra Triflisco e Bellona, allontanandosene poco dopo stop Ieri altri settanta contadini della sezione del Partito Popolare di Vitulazio recaronsi stesso luogo, occupandolo e innalzando bandiera bianca stop Notte decorsa contadini del Partito Socialista di Capua e Comuni vicini, in numero di circa 300, hanno occupato quella piazza d’armi che stamane hanno preso ad arare, innalzando bandiere rosse stop Intanto pervengono proteste per ripristino legalità da parte dei Combattenti e blocco democratico di Capua stop Per intervento sulla vertenza ho qui convocato per domani rappresentanti dei partiti: popolare, socialista e combattenti, nonché rappresentante detto Orfanotrofio Militare che sembra favorevolmente disposto alla risoluzione della vertenza stop Situazione quindi già segnalata aggravatasi in territorio di Capua per simultanea concorde azione partiti avversi stop Essa minaccia di diventare molto seria se, come sembra, i contadini degli altri Comuni vicini seguiranno esempio stop Insufficientissime forze per servizi preventivi ed ordine pubblico stop Rapprsento ancora necessità urgenti e notevoli rinforzi truppa, anche a cavallo, per non meno di 500 uomini dislocabili in provincia nonché almeno due funzionari P.S. idonei a trattare e comporre un’agitazione del genere e provvedere all’ordine pubblico.
Prefetto Caruso

24) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

[All']Ufficio Cifra
N. 18664

Da Caserta 23/9/1920, ore 12. 40, arrivato ore 15.45 del 23

Al Ministero dell’Interno, Direzione Generale P.S.
3561. Seguito mio telegramma ieri [22 settembre 1920] pari numero informo che agitazione e movimento contadini opposti partiti in Capua si acutisce. Socialisti poi, con pretesto scarso razionamento pane e pasta, notte decorsa minacciavano di occupare pastificio Caputi co annesso deposito pasta e farina per panificazione evidentemente per turbare ordine pubblico. Misure prese finora hanno impedito nuovo tentativo ma insana viva gara fra popolari e socialisti contrastata anche da combattenti e democratici potrà generare complicazioni. Riservomi notizie circa esito mio personale interessamento per risolvere vertenza occupazione ex poligono dell’Orfanotrofio Militare di Napoli.
Prefetto Caruso

25) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma Espresso di Stato.
Al Ministero dell’Interno.

Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 23/9/1920

N° 3173. Dal I° corrente [I° settembre 1920], impegnati Pantano Sessa Aurunca truppa e forte nucleo Carabinieri per impedire persistente minacciata invasione in tenuta Fera, bonificata e coltivata intensivamente, estensione 700 moggia. Ad essa aspirano ben duemila contadini delle frazioni di Sessa Aurunca e paesi vicini, che, eccitati dalla lotta elettorale locale, pretendono quotizzazione terra stessa prima che intervenga giudizio reintegra al Comune di Sessa Aurunca fissato per il 30 corrente [settembre 1920]. Finora procedutosi con intensa azione preventiva per tener lontani contadini, anche perché buona parte raccolto granone è ancora sui campi. Ordine pubblico tranquillo, denunziati capi agitatori sorpresi nel fondo. Giorno 16 corrente [settembre 1920] qui da me [prefetto Caruso] convocati i rappresentanti contadini, il Regio Commissario di Sessa e il Prof. Campbell della Cattedra Agraria di Cassino, già inviato sul luogo. Concordai che contadini si sarebbero astenuti da ulteriori tentativi di invasione fino all’esito del cennato giudizio. Dott. Fera, fittuario della tenuta, consentì immediato inizio operazioni preliminari per quotizzazione terre di cui saranno incaricati subito agenti e periti demaniali. Gruppo contadini respinto dal fondo il 15 andante [settembre 1920], persistendo a ritenere che atto compiuto costituisca presa di possesso, mantiene ancora agitazione, che però sperasi possa cessare senza turbamento ordine pubblico.
Il Prefetto
Domenico Caruso.

26) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

[All']Ufficio Cifra, N° 18559

Da Caserta, 23/9/1920, ore 12:50, arrivato alle ore 15

Ministero Interno
Direzione Generale Pubblica Sicurezza
Roma
N. 3574. Come provveduto ad informare con rapporti di carattere generale del 20 corrente [settembre 1920] pari numero a codesta Direzione e 21 corrente [settembre 1920] al Gabinetto di Sua Eccellenza Sottosegretario di Stato per l’Interno l’agitazione agraria per l’occupazione violenta di terre coltivate e incolte si estese da Capua a Santa Maria la Fossa. Ivi ieri sera 200 contadini con istrumenti da lavoro invasero tenuta Balzana al Parco Paglia, d’estensione di 150 moggia, proprietà degli eredi del barone Baracco, issandovi bandiera tricolore e bianca. Furono iniziati lavori per seminare grano e tracciate quote d’assegnarsi. Invasori rimasero sul posto in attesa di altri contadini. La tenuta è affittata per pascolo bufali. Inviato colà funzionario Pubblica Sicurezza da Caserta per accertamenti sulla situazione e per opera di persuasione e tutela dell’ordine. Riferirò ulteriormente.
Prefetto Caruso

27) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

[All']Ufficio Cifra,
N° 18670

Da Caserta, 23/9/1920, ore 13:30, arrivato alle ore 16:30

Ministero Interno
Direzione Generale Pubblica Sicurezza
Roma

N°3564. Seguito mio telegramma ieri [22 settembre 1920] , numero 1664, per invasione terre a Fondi, comunico seguenti notizie: Mattino 20 corrente [settembre 1920], circa 150 contadini aderenti alla Lega Socialista di Fondi, capitanati dirigenti quella sezione Socialista, invasero la tenuta denominata “Mortella” [recte Mortetto N.d.C.] di circa 150 moggia, distante 9 km da Fondi, limitandosi ad infiggere paletti per delimitazione quote. A sera rientrarono in paese al canto “Bandiera Rossa”, sciogliendosi alla sede della Lega. Finora, per avvenuta sostituzione del funzionario di Pubblica Sicurezza Caffarelli e Tenente dei Carabinieri Reali, cui opera apparve anche incerta e debole, non sono segnalati altri tentativi in dette località o vicinanze. Per far opera pacificazione feci accedere sul luogo persone che godono ascendente su quella popolazione tra cui l’Onorevole [Fulco] Tosti di Valminuta. A seguito di che ritenni null’altro atto illegale sia stato eseguito da parte Leghisti tanto più che la terra non prestasi a coltivazione se non in seguito ad abbondanti piogge. Aspetto commissione rappresentanti Leghisti per intervento personale nella vertenza e riservomi segnalazioni a Sottoprefetto di Formia e Comando Divisione Esterna Carabinieri interessati per eventuali provvedimenti disciplinari circa funzionario Pubblica Sicurezza e Ufficiale dell’Arma preposti direzione servizio preventivo.
Il Prefetto
Domenico Caruso.

28) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma Espresso di Stato.
Al Ministero dell’Interno.
Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 24/9/1920

N°3561. Circa invasione ex poligono di tiro e Piazza d’Armi di Capua, trattative da me iniziate nel pomeriggio di ieri [23 settembre 1920] sebbene avviate verso risoluzione vertenza non poterono raggiungere lo scopo per voluta assenza del dirigente movimento contadini popolari. Autorevoli persone, però, da me interessate esplicano in luogo ulteriore azione pacificatrice e, spero, con felice esito. Intanto sera 22 corrente [ settembre 1920] popolari, profittando momentanea assenza dei socialisti da Piazza d’Armi, la occuparono. Socialisti mattino seguente [23 settembre 1920] tornarono in numero preponderante e la rioccuparono mentre popolari ne sloggiavano, sparando varie fucilate a vuoto. Stessi socialisti ieri sera, udita relazione del colloquio avuto con me da loro rappresentanti, sgombrarono Piazza d’Armi, mentre invece popolari continuano ad occupare ex poligono di tiro.
Il Prefetto
Caruso

29)ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma Espresso di Stato.
Al Ministero dell’Interno.

Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 20/10/1920

N° 3740. Giorno 18 corrente [ottobre 1920] 69 operai campestri, dei cento addetti tenuta Corvara in Sant’Angelo d’Alife, gestita dalla Ditta Premoli Ferrari da Lodi, proclamarono sciopero per ottenere aumento di lire due giornaliere e otto ore di lavoro. Sottoprefetto di Piedimonte d’Alife [Felice D’Elia] interverrà per equo componimento non appena lo riterrà opportuno; sciopero procede calmo.
Il Prefetto
Domenico Caruso.

30) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma Espresso di Stato.
Al Ministero dell’Interno.

Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 27/10/1920

N°3740. Seguito mio telespresso 20 corrente [ottobre 1920] pari numero, informo che sciopero operai campestri addetti alla tenuta Corvara, in Comune di S. Angelo d’Alife, può considerarsi finito. Con intervento sindaco detto Comune e Sottoprefetto Piedimonte, Direttore Azienda ha concesso le otto ore di lavoro ed ha fatto presente che, per ora, ha bisogno di poca mano d’opera per l’uso delle macchine agricole e che ciò nonostante mantiene occupato personale esuberante. Pertanto parte scioperanti ha ripreso lavoro alla stessa paga giornaliera di Lire 7. 70, gli altri si sono diretti a lavorare altrove o nei propri fondi. Scioperarono, complessivamente, fino al 19 corrente [ottobre 1920], 75 lavoratori.
Il Prefetto
Domenico Caruso.

31) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma Espresso di Stato.
Al Ministero dell’Interno.

Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 2/11/ 1920

N°3783. Giorno 29 ottobre scorso, 700 persone del Comune di Carinola (frazione Falciano), guidate dal socialista Avv. Amedeo Rozera, invasero tenuta Torrevecchia, di proprietà dell’Ospizio dei Ciechi e dei Sordomuti G. Cappabianca di S. Maria Capua Vetere, abbattendo il cancello d’ingresso. Ho dato disposizioni per applicazione art. 9 del R.D. L. 22 aprile 1920 N°515 e 11 del R.D.L. 8 ottobre ultimo N°1465, con invio funzionario e forza resisi disponibili dopo elezioni domenica scorsa. Riservomi ulteriori comunicazioni.
Il Prefetto
Domenico Caruso.

32) ACS, MRF, busta 25, fascicolo 113, sottofascicolo 99 «Caserta. Carteggio del Comitato Centrale dei Fasci»

[Da Vincenzo Palmieri a Umberto Pasella]

Caserta, 2 Novembre 1920

Al Comitato Centrale, Milano
In risposta alla vostra lettera del 29 ottobre corrente anno Vi comunichiamo quanto segue:
Il numero dei soci di questo fascio ammonta sinora a 35; stiamo però presentemente in trattative con questa Associazione Nazionale Combattenti per ottenere l’adesione al Fascio di quei soci che ammontano a parecchie centinaia. Compongono il Consiglio Direttivo i seguenti signori: rag. Enzo Palmieri; avv. Umberto Favia; geom. Emanuele Uva; fotografo Gennaro Ricciardi; sig. Attila Mischi; fiduciario del Fascio è il rag. Enzo Palmieri, dimorante in Piazza Amedeo, 23, ed a cui dovrete inviare la corrispondenza, sino a che non venga stabilita la sede definitiva del Fascio. Circa la costituzione degli altri Fasci nella provincia, non derogheremo dalle norme da voi fissateci ed intraprenderemo l’opera di propaganda non appena potremo disporre dei fondi promessici. Vi preghiamo intanto spedirci N° 35 e distintivi, il di cui importo vi rimetteremo, non appena le avremo consegnate ai nostri soci; ed alcuni opuscoli- programma. Il Segretario Generale, Sig. Pasella, venendo a Caserta, ne avviserà il Fiduciario, rag. Enzo Palmieri, che l’attenderà nella sua abitazione in Piazza Amedeo- 23.
Con distinti saluti
Il Fiduciario
Rag. Enzo Palmieri

33) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

[All']Ufficio Cifra
N° 25079

Caserta, li 5/11/1920, ore 22, arrivato ore 1, 30 del 6/11

Ministero Interno, Direzione Generale P.S.

N. 3783. Per arginare invasione terre agro Carinola, già segnalata con telegramma 2 andante pari numero, il cui fenomeno tende ad estendersi con altre occupazioni, essendo fallito accordo bonario da me fatto, ho richiesto stamane al Comando Divisione Militare di Napoli perché avesse ordinato spostamento in luogo 200 uomini di truppa che avrebbero dovuto agire secondo direttive funzionari P.S. per sgombrare tenute. Senonché Comando predetto comunica ora non potere aderire mia richiesta e mi invita a rivolgermi a codesto On. Ministero per ottenere altri reparti armati. Natura servizio non ammette ulteriori dilazioni poiché si verificheranno nuove e maggiori occupazioni che renderanno poi più difficile opera autorità nel ristabilire l’ordine. Né questo ufficio dispone di altri mezzi per sostituire la truppa. Pertanto prego On. Ministero voler dare urgenti disposizioni perché mia richiesta venga subito assecondata e perché anche per casi venturi e bisogni consimili Divisione Militare di Napoli non sollevi eccezioni. Soggiungo che truppa che avrebbe dovuto essere impiegata secondo mia richiesta già trovavasi nella vicina Sessa Aurunca per recente servizio elettorale. In ogni caso prego codesto Ministero di dirmi come altrimenti provvedere non disponendo né di Guardie Regie né di sufficienti reparti di Reali Carabinieri.
Il Prefetto
Domenico Caruso.

34) ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1920, busta 63, fascicolo 214 «Caserta e Provincia, Agitazione Agraria»

[Dal prefetto di Caserta al Ministero dell'Interno]

Telegramma Espresso di Stato
Al Ministero dell’Interno

Autorità mittente:

Regia Prefettura di Caserta, giorno 8/11/1920

N°3794. Il giorno 2 corrente numerosi contadini del Comune di Mondragone occuparono circa 200 moggia della tenuta demaniale Stercolilli e località Montagna per circa 20 moggia con venti occupatori. Sul luogo fu inviato un plotone di truppa con Carabinieri e funzionario P.S. per diffide e provvedimenti a carico occupanti, ed eventuale sgombro. Mi interesserò poi personalmente a togliere ogni causa di malcontento e di perturbamento tentando pratiche conciliative con il proprietario dei fondi prima di ogni atto di imperio a norma vigenti leggi.
Il Prefetto
Domenico Caruso.

35) ACS, MRF, busta 25, fascicolo 113, sottofascicolo 99 «Caserta. Carteggio del Comitato Centrale dei Fasci»

[Da Vincenzo Palmieri al Comitato Centrale dei Fasci di Combattimento]

Fasci Italiani di Combattimento
Fascio di Caserta

Caserta, 26 Novembre 1920

Al Comitato Centrale,
Milano
Vi preghiamo spedirci all’indirizzo del Fiduciario rag. Enzo Palmieri, Piazza Amedeo 23, ancora N° 50 distintivi ed un discreto numero di opuscoli- programma, di cui assolutamente difettiamo. Il numero delle tessere per il 1921 da inviarci è di 100, essendo di molto aumentato il numero dei soci. Vi saremo grati se vorrete spedirci gli oggetti anzidetti, con cortese sollecitudine, rendendoci noto come e quando dovremo rimborsarvi del costo effettivo dei distintivi e delle tessere. Cogliamo l’occasione per rammentarvi che per il suo sviluppo e per potere iniziare attiva opera di propaganda, questo Fascio ha bisogno di essere aiutato finanziariamente da codesto Comitato Centrale; aiuto che c’è già stato promesso ma sinora non concretato; al riguardo attendiamo sempre una sollecita decisione a nostro favore. Gardiremo altresì l’invio di opuscoli e di manifesti di propaganda. In attesa di un vostro cortese riscontro, cordialmente Vi salutiamo.
Per il Consiglio Direttivo
Il Fiduciario
Rag. Enzo Palmieri

36) ACS, MRF, busta 25, fascicolo 113, sottofascicolo 99 «Caserta. Carteggio del Comitato Centrale dei Fasci»

[Da Vincenzo Palmieri al Comitato Centrale dei Fasci di Combattimento]

Fasci Italiani di Combattimento
Fascio di Caserta

Caserta, 29 Novembre 1920

Al Comitato Centrale,
Milano
Il numero dei nostri soci aumenta notevolmente giorno per giorno; sorpasseremo fra qualche giorno il migliaio. Grande entusiasmo per il nascente Fascio, in città e provincia, fra tutte le classi e particolarmente quella operaia. Spediteci all’indirizzo del Fiduciario (Piazza Amedeo, 23) con pronta sollecitudine N° 300 distintivi e molti opuscoli- programma; il numero delle tessere da spedirci deve essere di 500 pel momento; vi richideremo le altre non appena avremo ordinate ed esaminate le altre numerosissime adesioni che giorno per giorno ci pervengono. Torniamo ad insistere per l’aiuto finanziario [p. 2] promessoci e finora non pervenutoci. La lotta è qui bene impostata e si delinea completamente vittoriosa per noi; abbiamo bisogno però, pel successo completo, della vostra continua ed attiva assistenza ed aiuto.
Con distinti saluti,
Il Fiduciario
Rag. Enzo Palmieri

37) ACS, MRF, busta 25, fascicolo 113, sottofascicolo 99 «Caserta. Carteggio del Comitato Centrale dei Fasci»

[Da Giovanni Marinelli a Vincenzo Palmieri]

[Milano,] 1 Dicembre 1920
Raccomandata

Egregi amici del Consiglio Direttivo del Fascio di Caserta

Questa Giunta Esecutiva nella sua Adunanza ultima- presa visione della vostra richiesta del 26 Novembre u. s. – ha deliberato una sovvenzione di Lire 300 (trecento) a favore di codesto Fascio, ad incremento della propaganda che svolgete costì. Vi accludo un assegno del Credito Italiano N° 107242 di Lire 300, con preghiera di ritornarmi debitamente firmata da Codesto Consiglio Direttivo l’unita ricevuta. Abbiamo preso nota della vostra richiesta di distintivi e di tessere che appena pronti vi spediremo sollecitamente. Gradite i nostri migliori saluti.
Per il Signor Enzo Palmieri.
Piazza Amedeo, 23- Caserta
Giovanni Marinelli

38) ACS, MRF, busta 25, fascicolo 113, sottofascicolo 99 «Caserta. Carteggio del Comitato Centrale dei Fasci»

[Da Cesare Rossi a Vincenzo Palmieri]

[Milano,] 3 Dicembre 1920

Signor Enzo Palmieri
Caserta
Piazza Amedeo, 23

Egregio amico,
Con altra Sua in data 1 corrente il nostro Marinelli, Segretario Amministrativo, Le riferisce circa il contributo fissato dalla Giunta Esecutiva del Comitato Centrale. In risposta anche alla seconda sollecitatoria in data 29 u. s. L’assicuro che oggi saranno spediti 300 distintivi e 500 opuscoli contenenti i nostri “Postulati”. In quanto alle tessere Le ripeto che fino al 15 non sarà possibile iniziare la spedizione delle nuove del 1921, stampate su nuovo disegno.
Saluti cordiali
Cesare Rossi

39) ACS, MRF, busta 25, fascicolo 113, sottofascicolo 99 «Caserta. Carteggio del Comitato Centrale dei Fasci»

[Articolo, non firmato, dal titolo «Nel Fascio di Caserta», apparso nel quotidiano «Il Popolo d’Italia»]

Caserta, 12 dicembre 1920

Il Fascio di Caserta s’afferma in città e provincia fra l’entusiasmo generale della popolazione che giornalmente accorre ad ingrossare le file fasciste. In seno al Fascio s’è costituito pure un Gruppo Femminile e l’Avanguardia Giovanile, che contano numerosi aderenti. Gentilmente ospitata, dalla Sezione dei Combattenti, la Segreteria del Fascio, con a capo il Fiduciario, tenente rag. Enzo Palmieri, può attivamente ed alacremente svolgere il suo non indifferente lavoro, e condurre a buon porto l’opera di propaganda, unica ed efficacissima arma da potersi opporre al PPI ed al PSU. Dalle colonne del “Popolo d’Italia” i fascisti di Caserta mandano il loro fraterno saluto agli amici di tutta Italia ed al Comitato Centrale particolarmente, che li ha amorevolmente assistiti durante i primi giorni di vita.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]

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