Le origini del fascismo in Terra di Lavoro. Fonti
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a cura di Armando Pepe

Questa sezione è dedicata alla pubblicazione di un’ampia documentazione inedita, che ripercorre gli eventi che segnarono l’affermazione del fascismo in Terra di Lavoro dal 1920 al 1926. Si stagliano con nettezza diffusi episodi di violenza, la vulcanica creazione, declinata in chiave locale, di una nuova formazione politica - il Partito nazionale fascista - e la progressiva affermazione di personaggi dallo spiccato trasformismo che, in una lotta senza esclusione di colpi, andavano all’arrembaggio di una nazione, dato che in molti cavalcarono l’onda della rivoluzione in camicia nera. Soltanto a partire dal 1924 l’uso spregiudicato della violenza si affievolì, scemando rispetto agli altri metodi di gestione del potere che il fascismo - fattosi dittatura - seppe utilizzare. Gli avvenimenti, disposti in successione temporale, si inseriscono in un quadro complessivo, in cui compaiono, assieme ad uomini di notevole peso specifico e dalla diversa fortuna- delineati psicologicamente nel romanzo (non fiction) «M. Il figlio del secolo» di Antonio Scurati - anche individui, di seconda, terza e quarta fila, destinati a scomparire presto nei meandri della storia, se si tengono da conto il cinismo e la strumentalizzazione- ampiamente usati dalla macchina mussoliniana, che tutto fagocitava- amaramente sperimentati da Aurelio Padovani, il «duce del fascismo campano».

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]

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