Diocesi di Alife, Visita Apostolica del 1907

a cura di Armando Pepe

ABBREVIAZIONI

AAV= Archivio Apostolico Vaticano

AAV, Congr. Concist., Visita Ap. 2, Alife

[1] Relazione della Visita Apostolica fatta nella Diocesi di Alife

I. Stato generale della Diocesi e sua popolazione

La popolazione di questa Diocesi raggiunge appena 25000 abitanti, e di questi, 4000 sono nel paese di Alife, dove trovasi la Chiesa Cattedrale, e 7000 in Piedimonte d'Alife, dove risiede il Vescovo e dove i Chierici hanno il loro Seminario; gli altri 14000 sono sparsi ne' 14 paesi o villaggi della Diocesi.
Il popolo in genere non è cattivo, vi si scorge molto sentimento religioso; ma è anche vero che specialmente nella cittadina di Piedimonte e nel paese di Prata vi regna un po' d'indifferenza pratica nell'adempimento dei doveri cristiani; come pure quasi per tutto domina un pochino la bestemmia, la profanazione delle feste, la disonestà, l'ubriachezza e l'usura. In Piedimonte poi da qualche anno si sono propagate in una parte del popolo delle idee e principi di Socialismo e vi hanno arrecato un po' di guasto.
Di Sacerdoti se ne contano in tutto 57, ed oltre al Capitolo di Canonici della Cattedrale di Alife, vi sono altresì due Capitoli di Collegiate nella città di Piedimonte.
Nel Seminario gli alunni sono 44. Comunità religiose di uomini sono due, i Frati Minori in Piedimonte ed i Frati Servi di Maria a Prata; [a Piedimonte] vi sono ancora due Comunità di Monache Benedettine, come pure una Casa di Suore figlie della Carità di S. Vincenzo de' Paoli con orfanotrofio ed asilo.
In questa Diocesi, stante lo zelo e l'attività del suo Vescovo Monsignor Settimio Caracciolo, si è costituita la Direzione Diocesana, il Circolo Ricreativo Cattolico, la Cassa Rurale Cattolica, e già han dati ottimi risultati. Tutto fa sperare che se il Vescovo verrà corrisposto e coadiuvato nelle sue sante intenzioni dai Sacerdoti, la moralità dei costumi, e l'istruzione Religiosa, andrà sempre migliorando in mezzo a queste popolazioni. È necessario peraltro ad ottenere un tanto bene che si tolga dal Clero ogni motivo di disunione e di attrito, come vi è purtroppo al presente, specie fra i Canonici della Cattedrale e quelli delle due Collegiate; e questo potrà facilmente ottenersi da cotesta Sacra Congregazione come accennerò in appresso.

[2] II. Del Clero in generale e dei Parroci

Il Clero, come ho già accennato, è sufficiente ai bisogni di queste popolazioni, poiché di Sacerdoti se ne contano 57. Nella generalità sono buoni, quantunque vari di essi siano mancanti di quello zelo tanto necessario per procurare la salute delle anime. Ho notato ancora che fra di loro c'è poca unione e carità. per cui talvolta hanno data ammirazione al popolo e dispiacere al povero Vescovo.
Di Sacerdoti veramente cattivi per condotta immorale attualmente ve ne sono tre soli: Don Giuseppe Cornelio, mansionario in Cattedrale; Don Marcellino Civitella [Civitillo?] e Don Francesco Arecone [Avecone?]. Il Vescovo li ha corretti e puniti più volte, ma segni di una vera resipiscenza non li hanno mai dati, perché sono soggetti oramai abituati nel vizio che meriterebbero di essere sospesi in perpetuo. A questi tre aggiungo il Canonico Teologo Don Fortunato Fonseca, del quale la condotta morale è alquanto dubbia, ed è noto a tutti essere egli ambizioso, superbo e maldicente. Costui è stato sempre il martello dei poveri Vescovi passati, e lo è anche del presente. Tornerò a parlare di lui in seguito di questa relazione.
I Sacerdoti che maggiormente si distinguono per zelo e bontà di vita, e godono meritatamente tutta la fiducia del loro Vescovo, sono i seguenti: Don Domenico Macchiarelli, Canonico Primicerio; Don Giuseppe Canonico Amato; Don Giuseppe Nicola Canonico Colella, Parroco della Cattedrale; Don Vincenzo Tartaglia, Arciprete Curato della Collegiata di Santa Maria Maggiore in Piedimonte; Don Lodovico Caso, Parroco a Sepicciano; e Don Andrea Maciocio, Parroco Arciprete a Sant'Angelo [d'Alife] di Santa Maria della Valle.
Le Parrocchie in Diocesi sono 17. I Parroci soddisfano discretamente ai loro doveri. Quasi tutti hanno ottenuto dal Governo l'aumento di congrua e quasi tutti altresì convivono colle loro rispettive famiglie.
Le Chiese nella generalità sono tenute benino. Ho però notato anche qui che vi tengono esposte contemporaneamente diverse statue della Madonna sotto diverso titolo; come pure in quasi tutti gli altari le predelle invece di essere di legno sono in mattoni o marmo; pe' Ministri non usano il banco, come viene prescritto dalla Sacra Congregazione dei Riti, ma o gli sgabelli o i seggioloni; e sopra gli altari con troppa facilità espongono le immagini di semplice carta, ovvero oleografie senza tela al disotto. La Parrocchie sono tutte di libera collazione e vengono conferite mediante concorso.
[3] Tanto il Clero residente in Alife, come l'altro in Piedimonte, si aduna mensilmente per la soluzione del Caso Morale e Liturgico, non così fanno i Sacerdoti che trovansi ne' vari paesi della Diocesi.
In Alife non si è tenuto mai il Sinodo Diocesano, però è in vigore quello dell'Archidiocesi di Benevento ch'ebbe luogo l'anno 1895.
Sarebbe cosa ottima per mantenere la disciplina Ecclesiastica, e crescere nel Clero il fervore di Spirito, se il Vescovo stabilisse che ogni due o tre anni i suoi Preti attendessero ad un corso di Santi Spirituali Esercizi, perché questi ho potuto costatare che sono stati trascurati abbastanza nei tempi passati.

III. Del Seminario

Il Seminario di questa Diocesi trovasi nella cittadina di Piedimonte d'Alife. È un locale discreto; bei corridoi e dormitori arieggiati abbastanza, scuole discrete, officine comode e ben tenute, la Cappella interna poi è un vero gioiellino. Vi è un cortile per comodità dei giovani, come pure un orto di mediocre grandezza. Tutto il fabbricato trovasi in una parte quasi direi remota della città, e solamente da un lato del medesimo vi sono alcune case piuttosto prossime, ma di nessun pericolo ai giovani. Il locale è ben mantenuto, ed in tutto si nota una grande pulizia e decenza.
Il Rettore attuale è il Reverendissimo Signor Don Pietro Del Prete, Canonico della Cattedrale di Calvi, il quale ha ottenuto, previo Rescritto Pontificio, di dimorare in Piedimonte come Rettore, mettendo a Calvi per l'officiatura del Coro un suo sostituto. Conta circa 40 anni d'età; egli soddisfa discretamente al suo officio. Vice Rettore ed Economo insieme è il Canonico Curato della Collegiata di Santa Maria Maggiore in Piedimonte, Don Giangiuseppe Pacella; mi è sembrato un ottimo Sacerdote e molto capace per l'amministrazione. Il Padre Spirituale, il Canonico Don Giuseppe Nicola Colella, non abita in Seminario, ma vi si reca due volte per settimana da Alife, dov'è Parroco. Questi veramente è un uomo di Dio e dirige molto bene quei giovanetti nella via spirituale. Il Rettore poi spesso tiene loro una conferenza morale.
In Seminario oltre al Rettore e Vice Rettore, vi abitano i due Prefetti di ordine e vari Professori.
Vi sono i quattro Deputati per l'economia e due per la disciplina, e pare che vengono adunati regolarmente ne' tempi stabiliti.
[4] Gli inservienti sono cinque e, a quanto pare, sono ottimi cristiani; di questi uno solo abita nelle ore notturne in Seminario, il portinaio.
Non v'è Casa di villeggiatura pe' giovani Seminaristi, e durante i due mesi di vacanze dimorano presso le loro rispettive famiglie.
Il vitto che viene somministrato agli alunni è alquanto limitato; la mattina non hanno caffè, ma un solo panino. A pranzo hanno una minestra ed una sola pietanza, frutta ed un bicchiere di vino. La retta annuale per ciascun giovane è di £ 275.
Il Seminario di Alife non ha patrimonio; un tempo era in possesso di 40 cartelle al Debito Pubblico di cinquecento Lire ciascuna, e trovavansi in deposito presso la Cassa Diocesana; ma nel tempo che amministrava questa Diocesi il Cardinale [Camillo Siciliano] di Rende, Arcivescovo di Benevento, questi, com'è noto a cotesta Sacra Congregazione, prese tanto il deposito suddetto del Seminario come altre somme; è morto poco dopo ab intestato, tutto è andato perduto. Attualmente il Seminario tiene depositate nella Cassa Diocesana £ 11.200 e questo è tutto il Patrimonio che possiede.
Gli alunni presentemente sono 44, divisi in tre camerate. Due di essi studiano Teologia, quattro Filosofia, e gli altri, quasi tutti giovanetti da' 10 ai 14 anni, attendono alle scuole Ginnasiali ed Elementari.
Ho ascoltato in privata conferenza quelli della camerata dei grandi e, per verità, li ho trovati tutti animati da rette e sante intenzioni, e molto fervorosi nelle pratiche di pietà.
E tutte le mattine attendono per lo spazio di un quarto d'ora alla meditazione, e quindi ascoltano la Santa Messa; la sera, prima del passeggio, fanno la visita al Santissimo Sagramento, e dopo la cena, premesso l'esame di coscienza, recitano il Rosario. Ogni anno per lo spazio di cinque giorni attendono ad un corso di Santi Esercizi.
La scuola l'hanno solamente la mattina, dalle 8 alle 11, e dalle 12 all'una pomeridiana.
L'insegnamento pare che sia impartito discretamente. I giovani di Ginnasio non passano alle scuole Liceali se non hanno conseguita la licenza Ginnasiale. I quattro alunni che attendono alle scuole Liceali mi si mostrano non troppo contenti del Professore di Belle Lettere, che è lo stesso Signor Rettore, e ciò, non perché non sia capace; ma perché, stante le sue occupazioni, non vi può attendere con molto impegno.
Gli autori di testo per le scienze sono i seguenti: Teologia Dommatica, [Adolphe] Tanquerey; Teologia Morale, Del Vecchio; Ermeneutica Biblica, Janssens; Diritto Canonico, De Luca; Filosofia, Sanseverino;

[5] IV. Case Religiose e Confraternite

In questa Diocesi vi è un Convento di Frati Minori in Piedimonte d'Alife con una comunità abbastanza numerosa, essendo Casa di Noviziato, ed un altro Convento di Frati Servi di Maria, nel paese di Prata, dove si trovano quattro Religiosi. Nella stessa città di Piedimonte si trovano due Monasteri di Clausura appartenenti a Monache Benedettine, ma uno trovasi proprio al termine della sua esistenza, poiché le Monache sono ridotte a due solamente ed in età di ottanta anni! Appena avverrà la loro morte, il locale, già concesso al Municipio, verrà adibito ad uso civile. L'altro Monastero, sotto il titolo di San Benedetto, è stato ricomprato dal Demanio, e vi sono attualmente 7 Monache fra Coriste e Converse. L'osservanza in parte è in vigore, ma non v'è vita perfettamente comune, né vi potrà essere se cotesta Sacra Congregazione non l'impone colla sua autorità, giacché al Vescovo per quanto abbia fatto non gli è riuscito ottenerla.
Di Suore non vi sono altro che le Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, le quali trovansi in Piedimonte alla direzione dell'Orfanotrofio, Asilo Infantile ed Istituto per Signorine. A quanto ho inteso, si portano bene assai e sono di molta utilità alla gioventù femminile.
In Piedimonte vi sono varie Confraternite, ed alcune di esse hanno la Chiesa propria, officiata da un Cappellano. Per l'amministrazione dipendono esclusivamente dall'Autorità Civile; nondimeno fin qui hanno fatto soddisfare ai vari legati di Messe. In tutti gli altri paesi della Diocesi ve ne sono egualmente dove una, dove due e tre ancora, e dipendono dal Parroco rispettivo; ma oramai purtroppo non corrispondono più al fine per cui furono istituite. Il loro scopo attuale si è ridotto a prendere parte alle Processioni, celebrare Feste, nelle quali si fa pompa di fuochi artificiali, bande e divertimenti, ed il minimo della moneta viene speso per il Culto.

[6] V. Del Capitolo

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