Montagnani, Saturno

Dizionario biografico dei legionari fiumani provenienti dalla Campania

di Alessandro Dainese

Nacque l’8 agosto 1895 a Santa Maria Capua Vetere (Caserta) da Gaetano ed Eurenzia Mesini. Ricevette un’istruzione elementare e dopo essere stato iscritto alla leva nel comune di origine con numero di matricola 2082, non ancora ventenne il 9 dicembre 1914 entrò nel Regio Esercito da volontario, inquadrato nel reggimento Lancieri di Novara con una ferma triennale. Giunse in territorio "dichiarato in istato di guerra" il 24 maggio 1915 presso il 5° reggimento Lancieri di Novara ivi mobilitato. Da suddetto territorio venne richiamato a Pinerolo (Torino) per frequentare il corso di mascalcia presso la Scuola di applicazione di Cavalleria. Dal 4 marzo 1916 fu assegnato al reggimento Cavalleggeri Guide, 1° squadrone, in servizio di pubblica sicurezza a Milano, Voghera e Torino. Guadagnò il grado di caporale maniscalco in detto reggimento il 15 marzo 1916. Trasferito nella 1158° squadra della XV "forni Weiss" il 15 febbraio 1918, tornò in zona di guerra il 18 febbraio 1918. Venne promosso caporalmaggiore maniscalco il 1° agosto 1918, per poi essere trasferito nel 202° reggimento di Fanteria "Sesia" il 12 ottobre 1918 di stanza a Fossetta, nei pressi di San Donà di Piave. Per il servizio prestato fu decorato con la medaglia commemorativa della Guerra 1915-1918 "coniata nel bronzo nemico", istituita con Regio Decreto 1241 del 29 luglio 1920. Parimenti venne decorato della medaglia interalleata della Vittoria, istituita con Regio Decreto n°1918 del 16 dicembre 1920. Fece parte delle milizie legionarie Fiumane dal 12 settembre 1919 al 6 gennaio 1921, in servizio presso la Legione San Marco (nata dal 202° reggimento Fanteria "Sesia") agli ordini del capitano Italo Nachira e del tenente Carlo Moroni Descovich. Con il suo reggimento marciò nel gennaio 1919 fino a Grobnico Zasteniese (Grobnik Zastenice) e da lì a Fiume, che lasciò l'11 settembre 1919, ma nei pressi di Bisterza, assieme ai commilitoni e con la bandiera di guerra fece dietro-front, rientrando in Fiume. Prese parte agli scontri presso Pehlin il 24 dicembre 1920 durante le cinque giornate del Natale di Sangue e se n'andò definitivamente da Fiume il 9 Gennaio 1921. Terminata l'impresa fiumana, venne inquadrato nel 23° reggimento Fanteria il 9 gennaio 1921 e promosso sergente maniscalco il 15 gennaio 1921. Da parte del Comandante D'Annunzio ricevette in dono una piccola aquila d'oro, con su incise le parole: "Classe 1895. Volontario", che si aggiungeva alla Medaglia di Ronchi. Il 12 febbraio 1921 fu trasferito al 12° reggimento Fanteria. Dal 2 gennaio 1922 prestò servizio nel 6° reggimento Artiglieria da campagna e venne decorato, nello stesso anno, della medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia (Regio Decreto 19 ottobre 1922 n°1362). Il 1° luglio 1923 fu trasferito nel 2° reggimento Artiglieria da montagna per ordine della Scuola di applicazione di Cavalleria di Pinerolo (foglio n° 158 del 15 giugno 1923). Il 31 luglio 1923 venne ammesso alla paga giornaliera di Lire 8.50 a senso dei Regi Decreti n° 1427 del 17/10/1922 e n° 1637 del 18/12/1922. Venne promosso sergente maggiore maniscalco il 16 gennaio 1924, guadagnandosi un aumento di paga (a Lire 14), con decorrenza degli assegni dal 15 gennaio 1924 (atto n° 860 in data 16/6/1924). Venne trasferito d’autorità al Regio Corpo delle Truppe Coloniali della Cirenaica (R.C.T.C.) l’11 agosto 1924 (disposizione ministeriale n° 40020) e ivi abilitato al Servizio veterinario il 21 settembre 1924. Dalla Cirenaica si imbarcò per Siracusa il 23 settembre 1924, per poi ripartire e giungere a Bengasi il 28 settembre 1924, dove venne inquadrato nella 3° batteria Eritrea. Dal 23 settembre 1926 cessò di appartenere al R.C.T.C. e venne trasferito al 1° reggimento Artiglieria da montagna il 27 ottobre 1926 (foglio n° 171 del comando della Scuola di applicazione di Cavalleria di Pinerolo). Il 3 luglio 1927 fu trasferito prima al 3° reggimento Artiglieria da montagna (foglio n. 20 del 22 gennaio 1927 della Scuola di applicazione di Cavalleria di Pinerolo) e poi al 2° reggimento Artiglieria da montagna il 15 ottobre 1927 (foglio n ° 346 della Scuola di applicazione di Cavalleria di Pinerolo). Il 28 dicembre 1927 fu decorato con la medaglia-ricordo col motto “Libia” (brevetto n° 2406 del Governatore della Cirenaica). Il 27 marzo 1928 venne insignito della Croce d’argento per anzianità di servizio (istituita con Regio Decreto 8/11/1900 n°358), in occasione del compimento del 15° anno dall'arruolamento. Il 19 ottobre 1929 sposò Maria Frigieri. Il 1° dicembre 1929 entrò nei ranghi del 3° reggimento Artiglieria da montagna (dispaccio ministeriale n° 20378 dell’11/10/1929 del Gabinetto Ministero, Ufficio Coordinamento). Il 25 novembre 1931 fu trasferito al 7° reggimento Artiglieria da campagna (foglio n° 1236 del 16 novembre 1931 della Scuola di applicazione di Cavalleria di Pinerolo). Il 26 febbraio 1932 passò al 6° reggimento Artiglieria pesante (foglio n° 58 della Scuola di applicazione di Cavalleria di Pinerolo). Il 1° luglio 1933 venne trasferito nel reggimento Cavalleggeri di Monferrato (dispaccio ministeriale n° 24994 del 20 giugno 1933), il 1° settembre 1933 venne decorato con la croce al Merito di Guerra. Il 20 dicembre 1936 prese servizio nello squadrone palafrenieri della Regia Accademia di Fanteria e Cavalleria in Modena (dispaccio ministeriale n° 502/14/5 del 7 dicembre 1936). Dal foglio “matricolare e caratteristico”, aggiornato al 9 ottobre 1939 e rettificato dall’ufficiale di matricola, il tenente Cesare Fornaciari, e dal capo ufficio del reclutamento, il maggiore Luigi Poggesi, emerge un episodio significativo a proposito della sua salute: il 3 agosto 1937 in forza alla Regia Accademia di Fanteria e Cavalleria di Modena riportò, a Montichiari (Brescia), una ferita lacero-contusa al mento, la frattura della mandibola e la perdita di sette denti mentre era dietro a un cavallo (come da processo verbale n°143 del 3/12/1938 della Commissione medica ospedaliera di Bologna) e per la dimostrazione di "esemplare resistenza al dolore" ricevette anche un encomio solenne. Ebbe un'intensa corrispondenza con l’Ufficio Stralcio Milizie Fiumane, richiedendo delucidazioni sui benefici e premi di cui lui, ex legionario ormai al termine della carriera, avrebbe potuto fruire. In particolare in una lettera alla Federazione Provinciale Combattenti del Carnaro - Fiume del 2/8/1939 presentò istanza per ottenere il rilascio della dichiarazione integrativa per il servizio ivi prestato. Nel frattempo abitava con la moglie nel borgo di Monfestino di Serramazzoni, sull'Appennino Modenese, come egli affermava nelle carte. Il 9 gennaio 1939 nacque il figlio Alberto. In una lettera del 2/10/1939 indirizzata a Manlio Verde Aldrighetti, capoufficio dell'Associazione Nazionale Combattenti di Fiume, dichiarò di aver inviato il precedente 12 agosto un vaglia di Lire 8 quale tassa per il rilascio del congedo, dichiarazione integrativa e spese postali occorrenti. La risposta del 6/10/1939 pretendeva che Montagnani esibisse una copia del foglio matricolare per provare il servizio prestato nelle milizie Fiumane e una dichiarazione a sostegno del maggiore Italo Nachira del 26° reggimento Fanteria Fiume. In una lettera del 23/11/1941, indirizzata nuovamente all’Ufficio Stralcio Milizie Fiumane, l’ex legionario chiese delucidazioni sulla possibilità di un’agevolazione per l’aumento di grado per i reduci Fiumani che fossero rimasti in servizio nel Regio Esercito e se a costoro fosse stata concessa l’autorizzazione a fregiarsi della Medaglia di Ronchi. Dopo un sollecito il 10/12/1941 seguì la risposta dell'Ufficio Stralcio Milizie Fiumane sulla necessità di trovare conferme allo stato di servizio dichiarato nella sola attestazione del maggiore Nachira. Le richieste del maresciallo, ed ex legionario, Montagnani furono accolte nei mesi seguenti e nell’aprile 1942 il foglio regolare di congedo e la dichiarazione integrativa-, con cui poter comprovare il servizio prestato nelle disciolte Milizie Legionarie Fiumane e ottenere il riconoscimento del grado acquisito (a norma dell’articolo 2 della legge 1° novembre 1940/XIX n° 1641)-, firmati dal ministro delle Comunicazioni Nino Host Venturi, furono ricevuti con grande soddisfazione e gratitudine.

Fonti e bibliografia

  • Gardone Riviera (BS), Archivi del Vittoriale degli Italiani, Archivio Fiumano, serie legionari, cartella 82/5511 «Saturno Montagnani».
  • Giuseppe Moscati, Le cinque giornate di Fiume, Casa Editrice Carnaro, Milano 1930, p. 312.
  • Paolo Soave, Una vittoria mutilata? L'Italia e la Conferenza di Pace di Parigi, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 2020.

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Hinc felix illa Campania est, ab hoc sinu incipiunt vitiferi colles et temulentia nobilis suco per omnis terras incluto, atque (ut vetere dixere) summum Liberi Patris cum Cerere certamen. Hinc Setini et Caecubi protenduntur agri. His iunguntur Falerni, Caleni. Dein consurgunt Massici, Gaurani, Surrentinique montes. Ibi Leburini campi sternuntur et in delicias alicae politur messis. Haec litora fontibus calidis rigantur, praeterque cetera in toto mari conchylio et pisce nobili adnotantur. Nusquam generosior oleae liquor est, hoc quoque certamen humanae voluptatis. Tenuere Osci, Graeci, Umbri, Tusci, Campani.
[Plinius Sen., "Nat. Hist." III, 60]

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Dizionario biografico dei legionari fiumani provenienti dalla Campania
Storia della Campania. Risorse in rete per la storia del territorio e del patrimonio culturale
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241686 | DOI 10.5281/zenodo.3901238

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